Quando un analista di un SOC riceve centinaia di alert al giorno, il problema non è “questo evento è malevolo?”, ma “in che punto di un’intrusione ci troviamo e quanto è urgente?”. I framework di threat modeling servono esattamente a questo: forniscono un linguaggio comune per collocare un’osservazione all’interno di una campagna, correlare alert apparentemente slegati e prioritizzare la risposta. Tre modelli dominano l’esame CBROPS: Lockheed Martin Cyber Kill Chain, Diamond Model e MITRE ATT&CK. Non sono alternativi: sono lenti complementari sullo stesso fenomeno.
Lockheed Martin Cyber Kill Chain
Il Cyber Kill Chain descrive un’intrusione come una sequenza lineare di 7 fasi che l’attaccante deve completare in ordine:
- Reconnaissance — raccolta di informazioni sul bersaglio (OSINT, scansioni port).
- Weaponization — creazione del payload (es. documento con exploit).
- Delivery — consegna (email di phishing, USB, drive-by).
- Exploitation — esecuzione dell’exploit sulla vittima.
- Installation — persistenza (backdoor, servizio).
- Command and Control (C2) — canale verso l’attaccante.
- Actions on Objectives — esfiltrazione, cifratura, movimento laterale.
Il valore difensivo è la linearità: interrompere una fase qualsiasi ferma l’intera catena. Se rilevo il traffico C2, so anche che le fasi precedenti sono già avvenute e vado a caccia dell’artefatto di persistenza. È un modello detection-oriented e ottimo per mappare “dove agiscono i miei controlli”.
Diamond Model
Il Diamond Model non descrive fasi ma la struttura di un singolo evento di intrusione, tramite quattro vertici collegati:
| Vertice | Significato |
|---|---|
| Adversary | chi conduce l’attacco (attore, gruppo APT) |
| Capability | cosa usa (malware, exploit, tool, TTP) |
| Infrastructure | da dove/con cosa opera (domini C2, IP, redirector) |
| Victim | chi/cosa colpisce (organizzazione, host, asset) |
La forza del modello è il pivoting analitico: da un IP C2 (infrastructure) risalgo ad altre vittime che lo contattano, oppure lego una capability nota a un adversary specifico. È il framework più adatto all’attribuzione e all’analisi di campagne APT, dove più eventi-diamante si concatenano nel tempo (activity threads).
MITRE ATT&CK
ATT&CK è una knowledge base empirica del comportamento reale degli attaccanti, organizzata su tre livelli gerarchici da non confondere:
- Tactics — il “perché”, l’obiettivo dell’attaccante (es. Initial Access, Persistence, Lateral Movement, Exfiltration). Sono le colonne della matrice, con ID
TAxxxx. - Techniques / Sub-techniques — il “come”, il metodo per raggiungere quella tattica (es. Phishing
T1566, Valid AccountsT1078). IDTxxxx. - Procedures — l’implementazione concreta osservata di un gruppo specifico.
A differenza del Kill Chain, ATT&CK non è lineare: un attaccante può muoversi avanti e indietro fra le tattiche. È il framework più granulare per la detection engineering, la copertura dei rilevamenti e la mappatura “sappiamo rilevare questa technique?”.
Come si usano nel triage del SOC
- Kill Chain → risponde “quanto è avanzata l’intrusione?” e guida l’urgenza: un alert in Actions on Objectives è più critico di uno in Reconnaissance.
- ATT&CK → arricchisce l’alert con tactic/technique, permettendo di correlare eventi e valutare la copertura difensiva.
- Diamond Model → sostiene il threat intelligence e il pivoting durante l’indagine, per capire se più alert appartengono alla stessa campagna/adversary.
In pratica un buon analista mappa l’evento su ATT&CK, ne stima la profondità con il Kill Chain e usa il Diamond Model per allargare l’indagine e attribuire.
Trappole tipiche d’esame
- Scenario: “quale modello descrive fasi sequenziali di un attacco?” → Cyber Kill Chain (lineare, 7 fasi). Se lo scenario parla di 4 caratteristiche interconnesse, è Diamond Model, NON Kill Chain.
- Scenario: domanda cita “adversary, infrastructure, capability, victim” → risposta = Diamond Model. Questi quattro sono i vertici, non fasi: non hanno un ordine.
- Scenario: “l’analista deve classificare l’obiettivo generale (es. Persistence, Exfiltration)” → è una Tactic di ATT&CK. Se invece descrive il metodo specifico (es. Spearphishing Attachment), è una Technique/Sub-technique. Non invertire i due livelli.
- Scenario: pivoting da un IP C2 verso altre vittime → capacità tipica del Diamond Model, non del Kill Chain.
- Scenario: “framework basato sul comportamento reale osservato degli attaccanti per la detection” → MITRE ATT&CK; il Kill Chain è un modello concettuale di fasi, non un catalogo di comportamenti osservati.