La gerarchia che tiene insieme tutto: fleet, istanza, dominio, cluster

In VCF 9.0 non si ragiona più per singolo SDDC. Il livello più alto è il VCF fleet: l’insieme di una o più VCF Instance e delle istanze vCenter standalone gestite dalla stessa istanza di VCF Operations. Il fleet è definito da chi lo governa, non da dove sta il ferro. Ogni VCF Instance nasce con il suo management domain, che è il primo workload domain e ospita i componenti di gestione dell’istanza; se è la prima istanza del fleet, ospita anche i componenti di livello fleet. Sotto il dominio stanno i vSphere cluster, e sotto i cluster gli host ESX — la documentazione 9.0 scrive ESX, non «ESXi».

Un workload domain aggiuntivo è un insieme dedicato di risorse con host ESX propri, un proprio vCenter e un proprio dominio vCenter Single Sign-On, cluster con HA e DRS, vSphere Distributed Switch e segmenti NSX, storage condiviso e — opzionalmente, dopo la creazione — un edge cluster NSX. Dettaglio che l’esame ama: i workload domain non possono usare il cluster NSX Manager del management domain.

I componenti veri di un deployment

I cinque pilastri del prodotto sono vSphere, vSAN, NSX, VCF Operations e VCF Automation. Ma «componenti di un deployment» all’esame significa gli appliance che trovate in inventario, e la tabella dei VCF management appliance li distingue per piattaforma. Presenti sia in VCF sia in vSphere Foundation: ESX, vCenter, VCF Operations, il VCF Operations collector (raccoglie e monitora i dati localmente nella VCF Instance) e VCF Operations for Logs. Esclusivi di VCF: SDDC Manager (lifecycle di ESX, vCenter e NSX), NSX Manager, NSX Edge (connettività north-south e servizi stateful), VCF Operations for Networks con il suo collector, VCF Operations fleet management, VCF Identity Broker (aggancia un identity provider per il single sign-on), VCF Operations HCX (migrazione di workload fra istanze vCenter) e VCF Automation.

Attenzione agli appliance che non escono dal wizard iniziale ma si installano come operazione di giorno N: VCF Operations for Logs e for Networks si aggiungono dal menu Fleet Management > Lifecycle dopo aver scaricato il binario sull’appliance di fleet management, e «for Networks» richiede due VM, Platform e Collector. Anche VCF Automation si può rimandare.

Il VCF Installer e i tre percorsi verso 9.0

Il VCF Installer è una VM dedicata che pianifica, configura e deploya i componenti di VCF e di vSphere Foundation, e gestisce il download dei binari. Un solo appliance può deployare più piattaforme se resta esterno: dentro l’infrastruttura di gestione «switches into SDDC Manager mode» e non è più utilizzabile in modalità installer. Da lì partono tre strade: deploy di un nuovo fleet o di una nuova istanza, converge di infrastruttura vSphere esistente (cinque scenari, dal solo vCenter + host ESX fino a vCenter + ESX + Aria Suite Lifecycle + Aria Operations + Aria Automation), e upgrade di istanze VCF 5.x.

Nel wizard il primo bivio è «un nuovo VCF fleet» oppure «una VCF Instance in un fleet esistente»: nel primo caso potete creare una nuova istanza VCF Operations o agganciarne una esistente, nel secondo dovete agganciare per forza quella che gestisce il fleet.

Scegliere i modelli in base allo scenario

I modelli si scelgono per livello, e nel wizard «High Availability (Three-node) is recommended for production environments». VCF Operations: Simple (un nodo di tutti i componenti, disponibilità affidata a vSphere HA), High Availability (cluster a tre nodi per l’analytics engine, più fleet management e collector a nodo singolo), Continuous Availability (cluster diviso in due fault domain, stirato su due availability zone). VCF Automation: Simple a un nodo Small oppure High Availability a tre nodi Medium o Large con load balancer esterno; il passaggio da Simple a HA si ottiene ridimensionando il nodo, cosa che forza lo scale-out a tre nodi. NSX Manager: Simple a nodo singolo con VIP, HA a tre nodi con anti-affinità, HA con load balancer esterno.

Sui cluster vSphere i modelli sono quattro a tolleranza al guasto crescente — Single-Rack, Layer 2 Multi-Rack, Layer 3 Multi-Rack, Stretched: il Layer 3 Multi-Rack non è supportato come cluster di default del management domain e non può essere stretched. Lo storage principale si sceglie alla creazione (vSAN ESA o OSA, VMFS on FC, NFS v3, vVol dal wizard del workload domain), quello supplementare si aggiunge dopo. Infine VCF Edge, l’ex «Remote Clusters»: configurazione ottimizzata per le sedi periferiche, con un minimo di dieci siti geograficamente distribuiti e VCF Operations obbligatorio per la licenza.

Trappole tipiche d’esame

  • VCF contro vSphere Foundation. Nella tabella degli appliance, VVF ha ESX, vCenter, VCF Operations, collector e for Logs; VCF aggiunge SDDC Manager, NSX Manager, NSX Edge, for Networks, fleet management, Identity Broker, HCX e VCF Automation. VVF non include «the cloud management and integrated automation capabilities» di VCF: se lo scenario chiede automazione self-service o lifecycle di NSX, la risposta è VCF.
  • vSAN ESA contro OSA. ESA è architettura a un solo livello e vuole solo dischi NVMe; OSA è a due livelli e accetta combinazioni SATA, SAS e NVMe in configurazioni ibride o all-flash. La domanda si traveste da «quale storage per hardware esistente».
  • Nomi nuovi, memoria vecchia. Nei componenti 9.0 non esistono più vRealize/Aria: sono VCF Operations, VCF Automation, VCF Operations for Logs, VCF Operations for Networks. Aria compare solo negli scenari di convergenza, cioè come prodotto di partenza da assorbire.
  • Import di un vCenter esistente. Vengono importati tutti i cluster di quel vCenter: «You cannot select a subset of clusters». Restano fuori i cluster gestiti da Dell VxRail, i vSphere Configuration Profiles e gli ambienti in Enhanced Linked Mode.
  • Licenze. Niente più chiavi a 25 caratteri: subscription gestite nella VCF Business Services console (vcf.broadcom.com), registrazione di VCF Operations in modalità connected o disconnected, e licenze assegnate solo alle istanze vCenter — gli altri componenti aggiunti a quel vCenter vengono licenziati in automatico.