Dal distribution L2/L3 al routed access
Nel campus design “classico” il confine tra livello 2 e livello 3 si trova al distribution layer: i link access-distribution sono trunk L2, le VLAN possono estendersi su più switch di accesso e la ridondanza dipende da STP (802.1w/RSTP) per il piano dati e da un FHRP (HSRP, VRRP o GLBP) per il default gateway. Questo modello è flessibile ma paga la convergenza al prezzo di due meccanismi separati che devono riconvergere in cascata.
Il modello routed access sposta il confine L3 fino al livello di accesso: ogni link access-distribution diventa una subnet point-to-point routed, lo switch di accesso esegue un IGP (tipicamente OSPF o EIGRP) e la SVI locale fa da gateway. Le conseguenze progettuali sono nette:
- Niente STP attraverso il confine access-distribution e nessun rischio di loop L2 su quei link.
- Niente FHRP: il gateway è locale, la ridondanza è affidata al routing e all’ECMP sui due uplink.
- Le VLAN non possono estendersi su più switch di accesso: ogni access switch è un dominio broadcast a sé. Questo è il principale vincolo che scarta il routed access quando un’applicazione richiede L2 esteso (es. cluster che necessitano di adiacenza L2).
Benefici di convergenza
Il vantaggio chiave che l’esame ENSLD vuole sentirsi rispondere è la convergenza deterministica e rapida. Con un solo protocollo (l’IGP) responsabile del failover, si eliminano le dipendenze STP+FHRP e si ottengono tempi sub-secondo (tipicamente circa 200 ms) con tuning appropriato: timer LSA/SPF e BFD su OSPF, oppure query bounding e feasible successor precalcolato su EIGRP. In più l’ECMP bilancia il traffico su entrambi gli uplink invece di lasciarne uno bloccato da STP.
Progettazione L3 multicampus: summarization, filtering, tagging
Estendendo il disegno a più campus interconnessi, tre strumenti governano scalabilità e stabilità:
| Strumento | Scopo | Meccanismo tipico |
|---|---|---|
| Route summarization | Ridurre dimensione tabella e ampiezza dei domini di fault | OSPF area range (ABR), EIGRP ip summary-address eigrp sull’interfaccia |
| Route filtering | Controllare quali prefissi propagare tra aree/campus | distribute-list con prefix-list, filtri su ABR/ASBR |
| Route tagging | Marcare l’origine di un prefisso per il controllo in ridistribuzione | route-map con set tag / match tag |
La summarization va posizionata verso il core ai confini di distribution: in OSPF confina il flooding delle LSA e i ricalcoli SPF; in EIGRP delimita il query domain, il fattore che più spesso causa route stuck-in-active. Un blocco area X range o una summary address ben piazzata trasforma decine di route specifiche in un solo prefisso, isolando le oscillazioni di un access switch dal resto della rete.
La trappola della mutual redistribution
Quando due IGP (es. OSPF ed EIGRP) si ridistribuiscono reciprocamente su più punti di confine, un prefisso originato in OSPF può rientrare in OSPF dopo essere passato per EIGRP, generando routing feedback, percorsi subottimali o veri loop. La difesa canonica combina due tecniche:
- Route tagging: al momento della ridistribuzione da OSPF verso EIGRP, si applica un
set tag 100; sull’altro punto di confine unaroute-mapconmatch tag 100nega il rientro di quei prefissi in OSPF. Il tag è la “firma” che impedisce a una route di tornare al protocollo di origine. - Administrative distance: manipolare l’AD garantisce che la route nativa sia sempre preferita a quella ridistribuita.
route-map OSPF-to-EIGRP permit 10
set tag 100
route-map EIGRP-to-OSPF deny 10
match tag 100
route-map EIGRP-to-OSPF permit 20
Trappole tipiche d’esame
- Scenario: serve convergenza sub-secondo senza dipendere da STP e HSRP → risposta: routed access con L3 fino all’access layer, IGP + ECMP sugli uplink.
- Scenario: un’applicazione richiede la stessa VLAN su più access switch → risposta: NON usare routed access (vincolo L2 esteso); resta il distribution L2/L3 tradizionale.
- Scenario: mutual redistribution a due punti causa loop/routing feedback → risposta: route tagging con
set tag/match tagper bloccare il rientro, non solo la modifica dell’AD. - Scenario: EIGRP con route stuck-in-active per query eccessive tra campus → risposta: summarization sulle interfacce di confine per delimitare il query domain (non aumentare i timer).
- Scenario: instabilità di un access switch propaga ricalcoli SPF su tutto il campus OSPF → risposta:
area rangesull’ABR per confinare LSA e flooding nell’area.