I modelli di deployment WLAN a confronto

Progettare una WLAN enterprise significa scegliere dove risiedono le funzioni di controllo e dove viene commutato il traffico dati. Cisco offre quattro modelli principali: centralizzato con WLC, distribuito FlexConnect, cloud-managed e autonomous. La scelta dipende da topologia WAN, latenza tollerabile, numero di sedi e requisiti di servizi avanzati.

Centralizzato: WLC + split-MAC via CAPWAP

Nel modello centralizzato gli AP operano in modalità lightweight e si registrano a un Wireless LAN Controller (WLC) tramite CAPWAP (Control And Provisioning of Wireless Access Points). CAPWAP usa due tunnel:

Piano Porta UDP Cifratura
Control 5246 DTLS (sempre attiva)
Data 5247 DTLS (opzionale)

L’architettura è split-MAC: l’AP gestisce le funzioni MAC real-time (beacon, probe response, ACK, buffering, cifratura 802.11), mentre il WLC gestisce quelle non real-time (autenticazione, associazione, mobility, RRM, security policy). In questo modello tutto il traffico client è incapsulato nel tunnel CAPWAP e risale al controller, che lo immette poi nella VLAN corretta. È ideale per campus con WLC on-prem a bassa latenza, ma su una branch collegata via WAN significherebbe far transitare anche il traffico locale attraverso il datacenter (traffic tromboning), sprecando banda.

Distribuito: FlexConnect per le branch

FlexConnect nasce proprio per le sedi remote con WLC centralizzato. L’AP mantiene il tunnel CAPWAP di controllo verso il WLC, ma può commutare il traffico dati localmente (local switching) su una VLAN della branch, senza tunnelizzarlo verso il controller. Le dimensioni indipendenti da configurare sono due:

  • Switching: central (dati nel tunnel CAPWAP) oppure local (dati sulla LAN locale).
  • Authentication: central (RADIUS raggiunto tramite il WLC) oppure local.

Con local switching + local authentication l’AP può operare in standalone mode anche se il link WAN cade: i client già autenticati restano connessi e nuove associazioni continuano a funzionare (le WLAN che richiedono il WLC passano invece in stato non disponibile). Al ritorno del WAN si torna in connected mode. FlexConnect riduce latenza e consumo di banda WAN, a costo di una progettazione VLAN più attenta su ogni sede.

Cloud-managed e autonomous

Il modello cloud-managed (Meraki) sposta il piano di gestione nel cloud: gli AP ricevono policy e monitoraggio via dashboard, mentre il data plane resta locale. Elimina il WLC fisico ed è adatto a molte sedi con IT ridotto. Il modello autonomous usa AP standalone (local-MAC): ogni AP gestisce autonomamente tutte le funzioni MAC, senza controller. È semplice ma non scala: niente RRM coordinato, mobility o gestione centralizzata. Va bene solo per pochissimi AP.

Criteri di RF, potenza e densità client

Il dimensionamento radio è spesso più critico del modello scelto:

  • RRM sul WLC coordina automaticamente DCA (Dynamic Channel Assignment), TPC (Transmit Power Control) e Coverage Hole Detection. Da non usare in scenari autonomous.
  • In ambienti high-density (auditorium, open space) si preferisce ridurre la potenza TX e restare a canali da 20 MHz in 5 GHz per massimizzare i canali non sovrapposti, favorendo il riuso spaziale. Canali larghi (40/80 MHz) aumentano il throughput singolo ma riducono i canali disponibili e aumentano l’interferenza co-canale.
  • Band steering spinge i client dual-band verso i 5/6 GHz, alleggerendo la banda 2.4 GHz congestionata.
  • La regola è progettare per capacità (client per AP, throughput per client) e non solo per copertura.

Location services

Servizi di localizzazione (Cisco DNA Spaces/CMX) richiedono una progettazione RF dedicata: gli AP vanno posizionati anche sul perimetro e agli angoli dell’area, non solo al centro, perché la triangolazione RSSI ha bisogno che ogni punto sia udito da almeno 3 AP con segnale ≥ -75 dBm. Una WLAN progettata solo per copertura raramente offre accuratezza di location adeguata.

Trappole tipiche d’esame

  • FlexConnect local switching richiede sempre il WLC per i dati? → No. Con local switching il traffico dati è disaccoppiato dal tunnel CAPWAP e commutato sulla VLAN locale; verso il WLC resta solo il piano di controllo.
  • Branch con link WAN instabile e RADIUS raggiungibile localmente → FlexConnect con local switching + local authentication, così l’AP funziona in standalone mode durante il down del WAN.
  • CAPWAP: quale porta per il control plane?UDP 5246 (DTLS), mentre i dati usano UDP 5247.
  • Scenario high-density, molti AP viciniridurre la potenza TX e usare canali da 20 MHz; NON allargare a 40/80 MHz né alzare la potenza.
  • Serve location accuracy per asset tracking → posizionare AP sul perimetro/angoli con ≥3 AP a ≥ -75 dBm; una copertura pensata solo per il roaming non basta.
  • Poche sedi, nessun controller, gestione centralizzata via cloud → modello cloud-managed, non autonomous (che perde RRM e mobility coordinati).