Gli IP Services raggruppano feature trasversali che tengono in piedi la rete enterprise: traduzione degli indirizzi, sincronizzazione temporale e distribuzione efficiente del traffico uno-a-molti. In ENCOR devi saperne riconoscere il comportamento in scenari, non solo la sintassi.
NAT e PAT: la terminologia è tutto
Il NAT traduce gli indirizzi mentre il pacchetto attraversa il confine inside/outside. La difficoltà d’esame non è configurarlo, ma leggere correttamente le quattro categorie di indirizzo:
| Termine | Significato |
|---|---|
| Inside local | Indirizzo dell’host interno come visto dall’interno (tipicamente privato RFC 1918) |
| Inside global | Indirizzo dell’host interno come visto dall’esterno (il pubblico dopo la traduzione) |
| Outside global | Indirizzo reale dell’host esterno |
| Outside local | Come l’host esterno appare all’interno (raramente diverso, salvo NAT bidirezionale) |
Regola mnemonica: local = lato interno della rete, global = come appare su Internet; inside = host nostro, outside = host remoto.
Le tre modalità principali:
- NAT statico: mapping 1:1 permanente (
ip nat inside source static). Utile per esporre un server interno con un indirizzo pubblico fisso. - NAT dinamico: mapping 1:1 temporaneo pescato da un pool finché ci sono indirizzi liberi; esauriti, i nuovi host non traducono (drop).
- PAT / NAT overload: molti
inside localcondividono uno o pochiinside globaldistinguendosi per numero di porta L4. È la modalità che consente a un’intera LAN di uscire con un solo IP pubblico.
ip nat inside source list 1 interface GigabitEthernet0/1 overload
La parola chiave overload è ciò che trasforma un NAT dinamico in PAT. Ricorda di marcare le interfacce con ip nat inside e ip nat outside: senza questa direzionalità, nessuna traduzione avviene.
NTP: fiducia gerarchica sul tempo
NTP (UDP 123) sincronizza gli orologi, prerequisito per log correlati, certificati, Kerberos-like e SIEM. La gerarchia si misura in stratum:
- Stratum 0 = sorgenti di riferimento (orologi atomici, GPS), non raggiungibili in rete.
- Stratum 1 = server direttamente collegati a stratum 0.
- Ogni hop incrementa lo stratum di 1; il massimo utile è 15. Uno stratum 16 indica un dispositivo non sincronizzato.
Un router configurato come client (ntp server <ip>) eredita lo stratum del server +1. Può anche fungere da peer (relazione simmetrica) o distribuire l’ora a valle. L’autenticazione protegge dai server temporali malevoli: si definisce una chiave (ntp authentication-key 1 md5 …), la si dichiara trusted (ntp trusted-key 1) e la si associa al server (ntp server <ip> key 1). Attenzione: è il client ad autenticare il server, non il contrario.
Multicast: chi parla con chi
Il multicast usa lo spazio 224.0.0.0/4. Due protocolli distinti lavorano a livelli diversi e confonderli è la trappola classica:
-
IGMP opera tra host e router locale (host-to-router). È il meccanismo con cui un receiver dichiara di voler ricevere un gruppo.
- IGMPv2: messaggi Membership Report per il join, Leave Group per uscire, e Query dal querier (eletto con l’IP più basso).
- IGMPv3: aggiunge liste include/exclude di sorgenti, requisito per il SSM (Source-Specific Multicast, range 232.0.0.0/8).
-
PIM opera tra router per costruire l’albero di distribuzione. Non trasporta dati: instrada le repliche e si appoggia sempre al controllo RPF (Reverse Path Forwarding) contro la tabella di unicast.
- PIM Dense Mode: flood-and-prune, costruisce alberi sorgente (S,G), spreca banda, nessun RP. Adatto solo a reti dense.
- PIM Sparse Mode: modello explicit-join. I receiver si agganciano a un albero condiviso (*,G) radicato sul Rendezvous Point (RP), poi il router del receiver commuta sullo Shortest Path Tree (S,G) verso la sorgente. L’RP si scopre in modo statico, via Auto-RP (Cisco) o BSR (standard).
Trappole tipiche d’esame
- Scenario NAT con host interno che raggiunge Internet → l’indirizzo privato è
inside local, il pubblico tradotto èinside global. Non invertirli: molte domande scambiano volutamente le etichette. - “Una LAN intera deve uscire con un solo IP pubblico” → serve PAT, cioè NAT con
overload. Un NAT dinamico normale esaurirebbe il pool. - “I router non condividono l’orario” con stratum 16 → il dispositivo non è sincronizzato, non è un problema di raggiungibilità: verifica
ntp servere l’eventuale mismatch di chiave di autenticazione. - “Come fa un PC a comunicare al router che vuole un flusso multicast?” → IGMP (host-to-router), NON PIM. PIM lavora solo router-to-router.
- “Serve filtrare per sorgente specifica / SSM” → richiede IGMPv3, perché IGMPv2 non conosce le liste di sorgenti.
- Pacchetto multicast scartato pur avendo un receiver attivo → probabile fallimento del controllo RPF: la rotta unicast verso la sorgente non passa dall’interfaccia da cui arriva il traffico.