“AI hub” non è un prodotto: dove vive davvero il prompt builder
Aprendo make.powerapps.com o make.powerautomate.com trovi AI hub nel riquadro di navigazione, con sotto le voci Prompts e AI models. È esattamente questo e nient’altro: una voce di navigazione dei portali maker. Non è un prodotto, non è un motore, non è un insieme di documentazione a sé stante. Lo strumento con cui si costruisce un prompt si chiama prompt builder, e la sua documentazione vive sotto Copilot Studio; sotto AI Builder restano le pagine di consumo (come richiamare il prompt in un’app o in un flow), i modelli AI e il licensing. Chi studia cercando “AI Hub” come se fosse una tecnologia si perde, e all’esame sbaglia le domande che chiedono dove si crea o dove si governa un prompt.
Lo stesso editor si raggiunge da tre porte:
- da Power Apps o Power Automate: AI hub > Prompts > Build your own prompt;
- da Copilot Studio, dal catalogo strumenti: Tools > Add a tool > New tool > Prompt; la doc precisa che i prompt creati qui possono essere usati in qualunque agente o topic;
- da Copilot Studio, dentro un agente: Agents, scegli o crea l’agente, poi Tools > Add a tool > Add new Prompt.
Fra i prerequisiti la pagina di panoramica elenca Microsoft Dataverse installato nell’ambiente: il prompt è un oggetto della piattaforma, non un file che vive dentro una singola app.
Partire da un template oppure dal foglio bianco
La prima scelta del sotto-obiettivo è proprio questa. Il prompt library è una raccolta di prompt predisegnati che la doc descrive come “templates to expedite the creation of AI prompts”, con aree tipiche come estrazione da documenti, trasformazione di dati e generazione di contenuti. Da Power Apps o Power Automate si arriva con Build your own prompt > Start from a prompt template, oppure scegliendo sotto Popular templates o See all templates; da Copilot Studio si passa dai tre puntini (…) > Prompt library o Start from a prompt template. Il catalogo si filtra per job type (fra gli altri Common, Customer service, Legal, Marketing, HR, Finance, Sales) e per task (Analyze, Classify, Create, Extract, Summarize). Un template non è un blocco chiuso: la FAQ conferma che lo puoi modificare e salvare con un altro nome, cambiarne l’output fra Text e JSON, sostituirne gli input.
Se parti da zero hai il Prompt assistant, che la doc segnala come nuovo nome di una funzionalità precedente: “Create a prompt with Copilot is now Prompt assistant”, con la funzionalità che resta la stessa. Nella sezione Prompt assistant descrivi l’intento, selezioni Submit, rivedi la bozza proposta e la accetti con Keep it, poi la modifichi e la provi. Attenzione ai limiti dichiarati, che sono materiale da domanda d’esame: il Prompt assistant genera solo nuove bozze e non migliora un prompt esistente, non genera ancora prompt grounded, e la descrizione dell’intento deve stare fra 4 e 500 caratteri.
In entrambi i casi la struttura resta quella che la doc chiama le due parti di un prompt: l’instruction, cioè cosa deve fare il modello, e il context, cioè le informazioni che gli servono per rispondere.
Gli input: Text, Image or document, Power Fx
Un prompt scritto una volta sola su un testo incollato a mano non serve a nulla in produzione. Gli input sono ciò che lo trasforma in qualcosa di richiamabile con dati diversi ogni volta. Nel pannello Instructions digiti / oppure selezioni Add content, e nella sezione Input del menu scegli fra tre tipi soltanto.
Text passa contenuto testuale a runtime: riassunto, classificazione, estrazione di informazioni, analisi del sentiment, generazione. Selezionando l’input nelle istruzioni puoi rinominarlo nel campo Name e aggiungere Sample data.
Image or document passa file: sintesi, categorizzazione, estrazione di informazioni testuali e visive, domande sul file. I tipi supportati sono PNG, JPG, JPEG e PDF; Word, Excel e PowerPoint sono ammessi come document input solo quando code interpreter è attivo nelle prompt settings. I limiti da ricordare: meno di 25 MB per il totale dei file, meno di 50 pagine, elaborazione entro un massimo di 100 secondi, e soprattutto il fatto che questo input non è ancora supportato per i prompt aggiunti come tool negli agenti di Copilot Studio.
Power Fx è il terzo tipo e viene spesso dimenticato: permette di arricchire il prompt con formule, per esempio recuperare la data corrente, formattare o cercare testo, fare calcoli. Gli altri input si referenziano con la sintassi Input.'Your input name' e sono ammesse le funzioni Power Fx non legate ai connettori.
Text(Now(), Input.'Date Format')
Una regola di sicurezza, esplicita nella pagina sugli input: “Inputs can’t contain instructions.” Gli input portano dati, non istruzioni. Nello stesso menu Add content, accanto a Input, trovi la sezione Knowledge per ancorare il prompt a dati aziendali: è un tema diverso, non confonderlo con gli input.
Rendere il prompt riusabile
Chiuso il disegno, per ogni input scrivi un valore di esempio, selezioni Test per vedere la risposta e poi Save. Da lì il prompt diventa un componente richiamabile: in una canvas app lo aggiungi da Data > +Add Data e lo invochi come funzione Power Fx sul suo nome con .Predict, leggendo la risposta dalla proprietà del risultato; in un cloud flow usi l’azione Run a prompt, che dal maggio 2025 è il nome dell’azione prima chiamata Create text with GPT using a prompt, e i suoi input compaiono sotto il prompt selezionato pronti a ricevere contenuto dinamico dai passi precedenti; in Copilot Studio diventa un tool dell’agente.
Ultimo dettaglio che l’esame ama: i prompt nuovi sono privati per impostazione predefinita. Per farli usare ad altri serve l’azione Share, con due livelli, User (esegue e usa il prompt) e Co-owner (esegue, modifica, condivide, elimina). Le viste della pagina Prompts sono My prompts, Shared with me e All prompts.