Quanto costa: Copilot Credits, budget e Cost Management

I servizi AI di Microsoft 365 si pagano in due modi diversi, e confonderli è il modo più rapido per sbagliare una domanda. La licenza per utente si assegna, si conta e si rinnova: la spesa è prevedibile perché dipende da quante licenze hai distribuito, non da quanto la gente lavora. Il modello usage-based billing ragiona all’opposto, perché fattura il consumo effettivo misurato in Copilot Credits, che la documentazione descrive come una valuta comune per i servizi Microsoft idonei alla fatturazione a consumo.

Il posto dove si governa questa spesa è la Cost Management dashboard del Microsoft 365 admin center. La scheda Overview dà la fotografia di consumo e capacità residua; la scheda Consumption permette di scendere per utente, gruppo, servizio o agente, quindi di capire chi genera davvero il costo. Per i servizi pay-as-you-go già configurati la strada classica resta Billing > Cost Management, dove i costi si leggono aggregati per Service family.

Il budget è il punto su cui l’esame ama tendere trappole. Si crea in Copilot > Billing & usage: selezioni la policy nella scheda Billing policies, apri la scheda Budget e da Settings spunti Set limits for this billing policy, indichi l’importo, scegli quando azzerarlo in Reset the budget e configuri gli avvisi in Send email alerts (come destinatari sono supportati solo i mail-enabled security groups). Un budget si imposta soltanto a livello di billing policy, mai per singolo utente, agente o sito. E soprattutto non ferma nulla: la documentazione dice testualmente che “Reaching 100% of your budget doesn’t stop the service or billing” e indica come unico modo per interrompere la fatturazione la disconnessione del servizio pay-as-you-go. Un budget avvisa, non blocca. Occhio anche ai ruoli: Global Administrator e AI Administrator accedono, mentre Global Reader vede policy e budget ma non i dati di spesa.

I report di utilizzo e il dettaglio per carico di lavoro

I report vivono in Reports > Usage, dove sotto Reports scegli Microsoft 365 Copilot e poi la vista che ti serve. Selezionando Copilot apri il Microsoft 365 Copilot usage report, filtrabile sugli ultimi 7, 28, 90 o 180 giorni. In alto trovi Enabled Users (gli utenti con licenza), Active Users (quelli che hanno davvero usato una funzionalità Copilot) e Active users rate, cioè il rapporto fra i due: è la metrica che distingue una licenza distribuita da una licenza adottata.

Il dettaglio per carico di lavoro sta nella sezione Adoption, dove Adoption by app mostra utenti abilitati e utenti attivi app per app — Word, Excel, PowerPoint, Outlook, Teams, OneNote, Loop — con la possibilità di passare da Summary view a Trend view e isolare un singolo prodotto nell’andamento giornaliero. Una sezione separata riporta i prompt inviati e l’adozione di Copilot Chat, con la distinzione fra Copilot Chat (work) e Copilot Chat (web). Accanto a questo report ne trovi altri fratelli: Credits per i Copilot Credits consumati per utente, per agente e per billing policy, e Agents per l’uso degli agenti, con la colonna Creator type che separa quelli creati dalla tua organizzazione, da Microsoft o da terze parti.

Qui cade la seconda confusione tipica. Per impostazione predefinita i report nascondono nomi utente, display name, gruppi e siti. Non è un’opzione del singolo report: è un’impostazione di organizzazione, in Settings > Org Settings > scheda Services > Reports, dove si toglie la spunta a Conceal user, group, and site names in all reports. La modifica vale trasversalmente, anche per i report esposti via Microsoft Graph e per quelli del Teams admin center, e mostrare le informazioni identificabili è un evento registrato nel log di audit. Ricorda anche che i dati di audit che alimentano DSPM for AI servono a sicurezza e conformità: osservano, ma non sono la base corretta per il reporting di utilizzo.

Il Copilot Control System e la salute del servizio

Il Copilot Control System non è un pannello unico, ma un framework a tre pilastri: Security and governance, Management controls e Measurement and reporting. È il terzo che riguarda uso e adozione, e si appoggia principalmente a Copilot Analytics. La divisione dei compiti è netta: i report operativi stanno nel Microsoft 365 admin center (adozione, licenze, agenti, e il Microsoft 365 Copilot readiness report), i report strategici nel Copilot Dashboard di Viva Insights con le schede Adoption e Impact, mentre le analisi personalizzabili si costruiscono in Viva Insights.

Per la salute del servizio, invece, si torna al Microsoft 365 admin center in Health > Service health. La scheda Overview elenca lo stato di ogni servizio, separando Issues for your organization to act on dalle Active issues Microsoft is working on, mentre Issue history conserva quanto è stato risolto di recente. Un problema è classificato come advisory (servizio disponibile, impatto parziale) oppure come incident (funzione critica non disponibile), e lo stato segue una scala precisa: Investigating, Service degradation, Service interruption, Restoring service, Service restored e altri. Un dettaglio che l’esame può sfruttare: la manutenzione pianificata non compare in Service health, si segue dal Message center filtrando i messaggi categorizzati come Plan for change. Ricorda infine che Service health è visibile anche a ruoli non privilegiati come Service Support admin e Helpdesk admin, mentre per leggere i report di utilizzo servono ruoli diversi, fra cui Reports Reader, Usage Summary Reports Reader e AI Administrator.