Due decisioni di integrazione si prendono insieme e vengono spesso confuse: con quale meccanismo l’agente raggiunge i sistemi aziendali, e quanto di quei sistemi va descritto nel contesto prima che cominci a lavorare. La prima è una scelta di protocollo, la seconda di economia del contesto.
Quattro meccanismi, quattro profili di costo
Connettore MCP. La funzione «enables you to connect to remote MCP servers directly from the Messages API without a separate MCP client». Elimina il codice di client, ma porta con sé tre vincoli architetturali dichiarati: «Of the feature set of the MCP specification, only tool calls are currently supported»; «The server must be publicly exposed through HTTP (supports both Streamable HTTP and SSE transports). Local STDIO servers cannot be connected directly»; e, per chi ha requisiti di conservazione dei dati, «The MCP connector is not covered by ZDR arrangements». Quest’ultima riga da sola può decidere la scelta in un settore regolamentato.
API diretta con i propri strumenti. Si definisce uno schema e si gestisce il giro di andata e ritorno. La distinzione è dove gira il codice: gli strumenti client «run in your application», quelli server «run on Anthropic’s infrastructure: you see the results directly without handling execution». Massimo controllo, nessuna portabilità.
CLI. La pagina si intitola «Run Claude Code programmatically» e descrive l’esecuzione non interattiva con -p, i formati text, json e stream-json, e uno schema JSON imponibile alla risposta. Attenzione a un punto di sicurezza esplicito: senza --bare, «a -p session runs the hooks in a project’s .claude/settings.json and connects the servers in its .mcp.json, even in a folder you’ve never trusted». Per pipeline di CI la modalità consigliata è dichiarata: «--bare is the recommended mode for scripted and SDK calls».
Agente-agente. I compagni di squadra «message each other directly», ciascuno con la propria finestra di contesto. Il costo è dichiarato: «Agent teams add coordination overhead and use significantly more tokens than a single session», con l’indicazione di partire da tre a cinque. Il perimetro di sicurezza è altrettanto netto: un messaggio fra agenti viene presentato come proveniente da un’altra sessione, e «A teammate can’t approve a permission prompt or supply consent on your behalf».
Quando MCP paga e quando è sovrastruttura
L’argomento economico per MCP è un problema combinatorio: «With no common layer between agents and services, each agent–service pair becomes a bespoke integration with its own auth handling, tool descriptions, and edge cases—the M×N integration problem». La risposta è che «MCP provides the common layer as a protocol», con un rendimento in portabilità: «One remote server reaches any compatible client (Claude, ChatGPT, Cursor, VS Code, and more), in any deployment environment».
Ma la stessa fonte dice quando non serve: l’integrazione diretta «works fine for one agent talking to one service, or a small number of integrations that don’t need to be reused across agent platforms». La domanda da porre agli stakeholder non è «MCP sì o no», ma quante coppie agente-servizio esisteranno fra diciotto mesi e quante squadre dovranno riusare la stessa integrazione. Sotto una certa soglia, il protocollo è costo puro.
Chi sceglie MCP eredita anche una leva di governance: il toolset consente di abilitare per difetto e disabilitare i singoli strumenti, e la raccomandazione è esplicita — «Denylisting write or destructive tools is recommended when building read-only assistants, or when you want a human confirmation step before state changes».
Discovery progressiva contro contesto monolitico
La strategia monolitica carica tutto in partenza, e il costo è misurato: «A typical multiserver setup (GitHub, Slack, Sentry, Grafana, and Splunk) can consume ~55k tokens in definitions before Claude does any work». Il danno non è solo economico: «Claude’s ability to pick the right tool degrades once you exceed 30–50 available tools».
La discovery progressiva inverte l’ordine. Con la ricerca di strumenti, «Tool search typically reduces this by over 85 percent, loading only the 3–5 tools Claude needs for a given request»; le definizioni marcate con defer_loading restano fuori dal prefisso di sistema, e «The prefix is untouched, so prompt caching is preserved» — cioè il risparmio non si paga con l’invalidazione della cache. Lo stesso principio spinto all’estremo, presentando gli strumenti come codice su un file system, ha portato un caso «from 150,000 tokens to 2,000 tokens—a time and cost saving of 98.7%». Le Agent Skills applicano l’identica logica alle procedure: circa cento token per skill al livello dei metadati, perché «until a Skill is triggered, only its name and description occupy context».
La soglia di decisione, e ciò che le fonti non coprono
La soglia è scritta. Usare la discovery progressiva quando si hanno dieci o più strumenti, quando le definizioni superano i diecimila token, quando si aggregano più server MCP. Restare al caricamento diretto «when you have fewer than 10 tools, every tool is used in every request, or your tool definitions are small». Il consiglio di equilibrio è tenere non differiti i tre-cinque strumenti più usati: la discovery costa un giro di ricerca in più, e su un percorso sensibile alla latenza quel giro si nota.
Un limite va dichiarato apertamente: la documentazione Anthropic non definisce processi di discovery organizzativa né livelli di servizio contrattuali per queste integrazioni. Ciò che sostiene è il costo in token, l’accuratezza di selezione e i vincoli di trasporto, autenticazione e conservazione dei dati. Su tutto il resto si porta in riunione un’ipotesi propria, dichiarata come tale.