Tre famiglie, tre domande diverse
In Dynamics 365 Supply Chain Management l’inventario non è identificato da un solo codice, ma dalla combinazione fra item number e le dimensioni attive. Le dimensioni si dividono in tre famiglie, ciascuna delle quali risponde a una domanda diversa: le product dimensions dicono cosa si vende, le tracking dimensions dicono quale pezzo fisico è, le storage dimensions dicono dove si trova. Ogni famiglia ha il suo gruppo di configurazione — product dimension group, tracking dimension group, storage dimension group — e le tre sono indipendenti fra loro: si combinano su ogni released product senza sovrapporsi.
Questo criterio risolve da solo una fetta rilevante delle domande di product information management: leggi il requisito, chiediti se descrive un’offerta commerciale, un’istanza fisica o una posizione, e scegli la famiglia corrispondente.
Product dimensions: il product master genera le varianti
Un product master è un prodotto che esiste in più varianti, generate dalle sue product dimensions: color, size, style, configuration (nelle versioni recenti si aggiunge una dimensione di versione, legata ai processi di engineering change). La T-shirt rossa taglia M e la stessa T-shirt blu taglia L sono due varianti dello stesso master.
Il punto che l’esame verifica più spesso: le varianti si ordinano, si prezzano, si riservano e si contabilizzano separatamente, ma non hanno un item number proprio. Condividono l’item number del master e si identificano con esso più i valori delle dimensioni. Se il requisito chiede codici articolo distinti, non stai guardando delle varianti ma prodotti distinti.
Il product dimension group è legato al product master fin dalla creazione: cambiarlo dopo che esistono varianti e transazioni non è una scelta praticabile, quindi la decisione va presa in fase di design. Le varianti, inoltre, devono essere rilasciate alle legal entity come qualsiasi altro prodotto.
Tracking dimensions: identificare l’istanza fisica
Le tracking dimensions — batch number e serial number, oltre a owner negli scenari di merce di terzi — non descrivono cosa vendi, ma quale esemplare hai in mano. Servono a tracciabilità, richiami, scadenze, garanzia.
Il lotto identifica un gruppo omogeneo prodotto o ricevuto insieme; il numero di serie identifica il singolo pezzo. Nessuna delle due crea articoli ordinabili: non ordini “il lotto 4471”, ordini il prodotto e il sistema (o l’operatore) assegna il lotto. La configurazione del tracking dimension group decide se la dimensione è attiva sui documenti, se è rilevante per l’inventario fisico e finanziario e se è richiesta al ricevimento o solo alla spedizione — una scelta con impatto diretto su quanto pesa il processo operativo.
Storage dimensions: dove sta la merce
Le storage dimensions descrivono la posizione: site, warehouse, location, license plate (la targa, usata con il WMS avanzato) e l’inventory status nelle configurazioni warehouse-enabled. Il site è la dimensione strutturale di base e non è disattivabile, perché lega l’inventario alla dimensione finanziaria e alla pianificazione.
Il livello di granularità che attivi qui determina quanto in profondità puoi vedere e gestire lo stock: se il requisito parla di ubicazioni, corsie, pallet o movimentazioni interne, sei nel dominio storage — non nelle varianti.
Shared product e released product
Il prodotto nasce a livello shared, cioè cross-company: lì vivono il product master, le sue product dimensions e le varianti. Perché sia utilizzabile in una specifica legal entity va rilasciato, diventando released product, e solo a quel punto acquisisce i dati che hanno senso per company: item model group, item group, unità di misura di default, dati di acquisto e vendita, dimensioni di storage e tracking.
Conseguenza pratica: lo stesso shared product può esistere come released product in più legal entity con setup diversi, e ciò che manca in una company non è un difetto del prodotto ma un rilascio non fatto.
Trappole tipiche d’esame
- Stesso articolo in più colori e taglie, con giacenze e prezzi separati → product master con product dimensions: non creare item number distinti; le varianti bastano e mantengono un’anagrafica unica.
- Requisito di richiamo prodotto o tracciabilità di scadenza → tracking dimension (batch), non una variante: il lotto non è qualcosa che il cliente ordina, è l’istanza che devi poter risalire a ritroso.
- “Devo sapere in quale ubicazione e su quale pallet si trova lo stock” → storage dimensions (location, license plate): la domanda è dove, quindi nessuna dimensione di prodotto o di tracciabilità è la risposta.
- “Il prodotto non compare in una company” → non è rilasciato: esiste a livello shared ma manca il released product per quella legal entity; il fix è il rilascio, non la ricreazione.
- “Serve cambiare il product dimension group di un master già in uso” → decisione di design, non di manutenzione: con varianti e transazioni esistenti la modifica non è una via percorribile; l’opzione corretta è progettare la struttura prima.
- Distrattori che mescolano item model group e item group → governano cose diverse: il primo regola costing, riservazione e controllo dello stock, il secondo il raggruppamento contabile; nessuno dei due c’entra con le dimensioni.