Microsoft Defender for Endpoint (MDE) è la componente di endpoint protection ed EDR di Microsoft Defender XDR. Nell’esame MS-102 non ti viene chiesto di configurarlo a mano riga per riga: ti viene chiesto di scegliere il metodo di onboarding giusto per il parco macchine descritto e la policy giusta per il requisito descritto.
Metodi di onboarding a confronto
Il pacchetto di onboarding si scarica dal portale Microsoft Defender in Settings > Endpoints > Onboarding, scegliendo il sistema operativo e il metodo di deployment.
| Metodo | Scenario tipico | Limiti da ricordare |
|---|---|---|
| Microsoft Intune | Client Windows già enrolled in Intune / co-managed | Richiede la connessione MDE–Intune attiva; è il metodo raccomandato per dispositivi cloud-managed |
| Script locale | Test, pilot, pochi dispositivi | Supportato fino a 10 dispositivi; non usarlo per deployment di produzione |
| Criteri di gruppo (GPO) | Dispositivi joined al dominio Active Directory on-premises, non gestiti da Intune | Nessuna gestione centralizzata delle policy di sicurezza da Intune |
| Configuration Manager | Estate ibrido gestito da MECM | Onboarding via policy Client Settings / Endpoint Protection |
| Script VDI | Sessioni non persistenti | Script dedicato, non quello locale standard |
Per Windows Server e per macOS/Linux/iOS/Android esistono pacchetti dedicati (per i server anche l’onboarding tramite Defender for Cloud / Azure Arc).
Sequenza corretta per client Windows già gestiti da Intune
- Attiva la connessione servizio-a-servizio: nel portale Defender,
Settings > Endpoints > Advanced features > Microsoft Intune connection→ On. - Nell’interfaccia di amministrazione Intune,
Endpoint security > Microsoft Defender for Endpoint: verifica lo stato Connected e imposta Allow Microsoft Defender for Endpoint to enforce Endpoint Security Configurations su On. - Crea una policy Endpoint detection and response (Endpoint security > Endpoint detection and response) con Microsoft Defender for Endpoint client configuration package type = Auto from connector e assegnala ai gruppi di dispositivi.
- Solo dopo, crea le policy di superficie d’attacco (ASR, network protection) e antivirus.
Il punto chiave: senza la connessione attivata prima, il blob di onboarding “Auto from connector” non è disponibile e la policy fallisce.
Le policy che devi saper mappare al requisito
- Attack surface reduction (ASR) rules — bloccano comportamenti (macro Office che creano processi figli, esecuzione di script offuscati, furto di credenziali da LSASS, eseguibili da client di posta/webmail). Stati: Not configured / Audit / Block / Warn / Disabled. Richiedono Microsoft Defender Antivirus come AV primario con real-time protection attiva.
- Network protection — blocca connessioni a domini e IP a bassa reputazione, incluse le connessioni da browser e da qualsiasi processo. Anch’essa ha modalità Audit e Block, e richiede protezione in tempo reale + cloud-delivered protection.
- EDR in block mode — permette a MDE di rimediare artefatti rilevati post-breach anche quando Defender Antivirus è in modalità passiva (cioè quando c’è un antivirus di terze parti come AV primario). Si attiva in
Settings > Endpoints > Advanced features. - Automated investigation and response (AIR) — indaga automaticamente gli alert e propone/applica remediation. I livelli di automazione si impostano per device group: Full – remediate threats automatically, Semi – require approval (for any/core folders/non-temp folders), No automated response.
- Device group — in
Settings > Endpoints > Device groups. Ogni gruppo ha regole di appartenenza (tag, dominio, OS, nome), un livello di remediation e i gruppi Microsoft Entra ID che possono accedervi. I gruppi sono ordinati per rank: vale la prima regola che corrisponde, e un dispositivo appartiene a un solo gruppo. Il fallback è il gruppo Ungrouped devices, sempre ultimo.
I device tag si assegnano dal portale, via Intune, o via registro (HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows Advanced Threat Protection\DeviceTagging\Group), e sono il criterio più usato per pilotare l’appartenenza ai gruppi.
Trappole tipiche d’esame
- Scenario: “Abbiamo distribuito le regole ASR ma gli eseguibili malevoli girano ancora.” → Le regole sono in Audit: l’audit registra soltanto nell’Event Viewer e in Advanced Hunting, non blocca nulla. Serve impostarle su Block.
- Scenario: “Il gruppo Server-EU deve avere remediation completamente automatica, i client PoC solo semi-automatica.” → Non è una policy Intune: si configura il livello di automazione sul device group, e l’appartenenza al gruppo è determinata dal tag del dispositivo e dal rank della regola.
- Scenario: “Un analista deve poter approvare le azioni di remediation pendenti nell’Action center.” → Non basta la sola visibilità: serve un ruolo Defender/Defender XDR con il permesso Active remediation actions (o Security Administrator / Global Administrator). Chi ha solo View data può vedere ma non approvare.
- Scenario: “Abbiamo un antivirus di terze parti e vogliamo comunque che MDE rimuova i file malevoli rilevati.” → EDR in block mode, che opera con Defender Antivirus in modalità passiva. Le regole ASR, invece, non funzionano in quello scenario.
- Scenario: “Onboarding di 400 client Windows non ancora gestiti da Intune ma joined al dominio.” → Criteri di gruppo (o Configuration Manager). Lo script locale è supportato fino a 10 dispositivi ed è la risposta sbagliata classica.