AZ-802 «Administering Windows Server» è l’esame con cui Microsoft ha compresso in una prova sola quello che fino a ieri chiedeva con due. Porta alla certificazione Microsoft Certified: Windows Server Hybrid Administrator Associate — la stessa di prima, non una nuova — ma alla voce «Related exams» la sua scheda ufficiale dice none: da solo basta. I due predecessori, AZ-800 e AZ-801, si ritirano il 30 settembre 2026, e non è una deduzione nostra: è il banner in cima alla scheda di AZ-800, che fissa il ritiro alle 17:00 Central Standard Time. Se parti adesso, la strada è questa.

Cosa valida AZ-802

Il profilo che Microsoft descrive è netto: sei responsabile di distribuire, implementare, gestire e risolvere i problemi di Windows Server come workload in ambienti on-premises, cloud e ibridi. Il perimetro dichiarato copre identità, sicurezza, gestione, compute, rete, storage e monitoraggio.

La parola che conta è ibrido. AZ-802 non è un esame «Windows Server classico» con qualche domanda di cloud appiccicata sopra, e non è nemmeno un esame Azure: è l’esame di chi deve tenere insieme le due metà. Gli strumenti che la scheda cita per nome lo dicono meglio di qualsiasi riassunto: Windows Admin Center, Hyper-V, PowerShell, Azure Arc, Azure Monitor, Azure Update Manager e Microsoft Defender for Cloud, più una familiarità con Active Directory Domain Services che viene data per acquisita.

Sui numeri conviene essere precisi, perché è dove circolano più errori. Microsoft ne pubblica uno solo, ed è quello che decide l’esito: servono 700 su 1000 per passare, come scrive la study guide. Non pubblica invece né la durata né il numero di domande di AZ-802: se trovi «45 domande in 120 minuti» presentato come dato ufficiale, non lo è. L’esame si sostiene solo in inglese, ed è una differenza pratica rispetto al passato: AZ-801 era disponibile anche in italiano, AZ-802 no. Sul prezzo la scheda non espone una cifra unica e rimanda al paese di erogazione: il listino tipico di un role-based associate Microsoft è intorno ai 165 USD (in Italia circa 165 EUR + IVA), ma il valore che fa fede è quello che vedi al momento della prenotazione. Infine la validità: le certificazioni Microsoft di livello associate scadono ogni anno e si rinnovano gratuitamente superando un assessment online su Microsoft Learn, senza risostenere l’esame completo.

Che cosa cambia rispetto ad AZ-800 e AZ-801

Un esame al posto di due non vuol dire «la somma dei due». AZ-802 taglia, e sapere che cosa ha tagliato è la cosa più utile se arrivi dai vecchi materiali.

Area AZ-800 + AZ-801 AZ-802
Esami per la certificazione due uno
Container Windows dominio di AZ-800, insieme alle VM non compaiono
Alta disponibilità e failover clustering dominio a sé di AZ-801 resta solo come alta disponibilità delle VM Hyper-V
Disaster recovery dominio a sé di AZ-801 non compare
Migrazione di server e workload dominio a sé di AZ-801 non compare
Sicurezza dominio di AZ-801 dominio proprio, 10-15%
Monitoraggio e troubleshooting dominio di AZ-801 dominio proprio, 15-20%
Lingue AZ-800 in 7 lingue, AZ-801 anche in italiano solo inglese

In cambio il blueprint mette in primo piano tecnologie recenti che conviene guardare presto: OSConfig per i security baseline di Windows Server, la GPU partitioning su Hyper-V, SMB over QUIC, le data collection rule di Azure Monitor e i runbook di Azure Automation. È un programma riscritto, non potato.

A chi si rivolge

Il candidato tipico è un sistemista Windows con esperienza operativa vera: gestisce domini Active Directory, DNS e DHCP, host Hyper-V, file server, e da qualche tempo collega tutto questo ad Azure con Arc, Azure Files e Update Manager. Microsoft non pone nessun prerequisito formale: puoi prenotare AZ-802 senza aver mai sostenuto altri esami. Ma la scheda parla di esperienza di amministrazione di Windows Server, e l’esame la presuppone.

È l’esame giusto anche per chi ha sempre lavorato on-premises e vuole un titolo che certifichi il passaggio all’ibrido senza cambiare mestiere: a differenza di AZ-104 Azure Administrator, che sposta il baricentro interamente sul cloud, qui il server nel data center resta al centro della scena. Costo, validità e simulazione stanno sulla scheda della certificazione Administering Windows Server.

I sette domini d’esame

I pesi che seguono sono quelli pubblicati da Microsoft nella sezione «Skills at a glance» della study guide ufficiale.

1. Deploy and manage AD DS (20-25%)

È il dominio più pesante, e non per caso: Active Directory resta il cuore. Deploy e gestione dei domain controller in locale e in Azure, i Read-Only Domain Controller con la sicurezza degli account che vi si replicano, i ruoli FSMO (assegnarli, spostarli, ripararli), i trust di dominio e foresta, i siti AD DS e la replica. Poi utenti, gruppi e la scelta dei service account, e infine le Group Policy, preferences comprese.

2. Manage Windows Server instances and workloads in a hybrid environment (10-15%)

La gestione remota — Windows Admin Center on-premises e nel portale Azure, PowerShell remoting con il problema del double-hop e JEA, SSH, desktop remoto — e il ponte verso Azure: server Azure Arc-enabled, device configuration via Arc, estensioni VM su macchine non-Azure, Azure Update Manager e i runbook di Azure Automation.

3. Manage VMs (10-15%)

Hyper-V a tutto tondo: Enhanced Session Mode, PowerShell Direct, virtualizzazione annidata, impostazioni di memoria, integration services, device assignment e GPU partitioning, checkpoint, dischi virtuali, adapter e virtual switch, NIC teaming, Hyper-V Replica. Più il versante Azure: storage delle VM, ridimensionamento e scale set, availability set e zone, JIT VM access e Azure Bastion.

4. Implement and manage an on-premises and hybrid networking infrastructure (10-15%)

Risoluzione dei nomi e indirizzamento. DNS integrato con AD DS, zone e record, forwarding e conditional forwarding, risoluzione in scenari ibridi, DNS policy e DNSSEC. Sul fronte DHCP: ruolo, scope, riservazioni, alta disponibilità e troubleshooting degli indirizzi negli ambienti misti.

5. Manage storage and file services (15-20%)

Secondo dominio per peso, e il più vasto per numero di tecnologie. Azure Files e Azure File Sync — permessi, monitoraggio, migrazione da DFS e dalle share tradizionali; le condivisioni Windows Server con FSRM, DFS e SMB over QUIC; e lo storage vero e proprio: dischi e volumi, Storage Spaces e Storage Spaces Direct, Storage Replica, deduplica, SMB Direct su RDMA, Storage QoS, NTFS contro ReFS, iSCSI e BitLocker con il recupero dei volumi cifrati.

6. Secure Windows Server infrastructure (10-15%)

Due metà speculari. Il sistema operativo: exploit protection, App Control for Windows, Credential Guard, SmartScreen, hardening via Group Policy, i baseline con OSConfig, Windows LAPS, Defender for Servers e Windows Firewall con le connection security rule. E Active Directory: password policy, Entra Password Protection per AD DS, protected users, hardening e restrizione dell’accesso ai domain controller, delega, protocolli e metodi di autenticazione.

7. Monitor and troubleshoot Windows Server environments (15-20%)

Terzo dominio per peso, e quello che distingue chi ha lavorato in produzione. Monitoraggio con Performance Monitor, data collector set, alert da Windows Admin Center, System Insights, event log, data collection rule di Azure Monitor e VM Insights. Troubleshooting di connettività, risoluzione nomi, Windows Update, servizio ora, prestazioni, estensioni Arc, cifratura dei dischi e storage. E un blocco tutto su Active Directory: AD Recycle Bin, DSRM, recupero di SYSVOL, replica, Kerberos e i problemi di secure channel e account computer.

I concetti trasversali

Alcune logiche tornano in tutto l’esame, qualunque sia il dominio:

  • Dove si applica l’impostazione. Molte domande si risolvono capendo se la configurazione va fatta sul client o sul server, on-premises o in Azure: un setting lato server non annulla un divieto imposto lato client, e viceversa.
  • Arc è il punto di sutura. Quasi tutto ciò che è «ibrido» passa da Azure Arc: è Arc a rendere una macchina fuori da Azure un oggetto governabile con Azure Policy, Update Manager e Defender for Cloud.
  • DNS prima di tutto. Un numero sproporzionato di guasti di AD DS — promozione di un domain controller che fallisce, replica ferma, autenticazione che non parte — è in realtà un problema di risoluzione dei nomi.
  • Scegliere la tecnologia di storage giusta. Storage Spaces, Storage Spaces Direct, Storage Replica, Azure File Sync e DFS risolvono problemi diversi: le domande chiedono quale serve in quello scenario, non come si configura.
  • Il troubleshooting è materia d’esame, non un extra. Vale il 15-20%: recuperare un oggetto dal Recycle Bin, ripristinare SYSVOL o rimettere in piedi un secure channel sono procedure da conoscere, non da improvvisare.

Come prepararsi

  1. Parti dalla study guide ufficiale, non dai materiali di AZ-800. Il blueprint è nuovo: studiare sui vecchi corsi significa perdere tempo su container, disaster recovery e migrazione — usciti dal programma — e arrivare scoperto su OSConfig, GPU partitioning e SMB over QUIC.
  2. Metti le mani su un laboratorio. Un host Hyper-V, due domain controller, una sottoscrizione Azure di prova e un server collegato con Arc coprono gran parte di ciò che l’esame chiede: le domande sono scenari operativi, descrivono un sintomo e chiedono che cosa lo risolve.
  3. Allena la coppia AD DS + DNS. È il 20-25% dichiarato più una fetta consistente del dominio di troubleshooting: di fatto è l’area che pesa di più sull’esito.
  4. Segui una struttura per domini. Il percorso di preparazione AZ-802 su CertUp ripercorre i sette domini della guida ufficiale unità per unità, così non ti accorgi all’ultimo di aver saltato un pezzo del blueprint.
  5. Chiudi con le simulazioni. Nelle ultime una o due settimane servono a scoprire dove sei debole, non a imparare cose nuove.

Sulla simulazione AZ-802 di CertUp va detto con precisione che cosa trovi e che cosa no. Il banco è di 120 domande in inglese, come all’esame vero, con la spiegazione di ogni risposta e il rimando alla documentazione Microsoft; ogni sessione ne estrae 45 in 120 minuti, con soglia a 700 su 1000. La soglia è quella pubblicata da Microsoft; il numero di domande e il tempo sono invece una nostra convenzione, allineata ai predecessori AZ-800 e AZ-801, perché Microsoft quei due dati non li pubblica per AZ-802. E c’è un limite da conoscere prima: le nostre domande sono a risposta singola e multipla, mentre gli esami role-based Microsoft possono includere anche laboratori pratici e problem-solution set — lo stesso scenario riproposto con soluzioni diverse da valutare una per una. La scheda di AZ-802 non elenca i tipi di domanda, quindi il modo onesto di dirlo è: copriamo la materia, non garantiamo la fedeltà del formato. Per quella c’è la sandbox d’esame ufficiale di Microsoft, gratuita, da provare almeno una volta prima di prenotare.

In sintesi

AZ-802 è oggi la via per ottenere la certificazione Windows Server Hybrid Administrator Associate, e dal 1° ottobre 2026 lo sarà senza alternative. È un esame più corto come percorso ma non più facile nel merito: concentra sette domini in una prova sola, tiene Active Directory al centro e dà per scontato che tu sappia collegare un server on-premises ad Azure con Arc. Se amministri Windows Server e vuoi un titolo che dica esattamente questo, è l’esame giusto — ricordando due cose: si sostiene solo in inglese, e va rinnovato ogni anno con un assessment gratuito.