Il passaggio da sviluppatore a DevOps engineer è uno dei percorsi di certificazione più fraintesi in circolazione, e il motivo è semplice: la roadmap che si trova più spesso, AZ-900 poi GH-300 poi AZ-400, sembra ragionevole e contiene un errore strutturale che costa un esame intero.
Questa guida propone la sequenza corretta, spiega la logica dietro l’ordine e indica cosa saltare. Una roadmap che consiglia di prendere tutto non è una roadmap.
A chi parla questa guida, e da quali competenze si parte davvero
Il lettore tipo scrive codice per mestiere. Conosce Git, sa fare branch, commit, merge e pull request, legge senza fatica una code review. Ha visto passare una pipeline di continuous integration, forse ha modificato un file YAML per aggiungere uno step, ma non l’ha progettata, non ne gestisce i runner e non sa cosa succede quando fallisce.
Soprattutto, non ha mai gestito infrastruttura: non ha configurato una rete virtuale, non ha impostato un ruolo di accesso, non ha deciso dove finiscono i segreti di un’applicazione in produzione. È la vera distanza da coprire, ed è più grande di quanto sembri, perché il lavoro DevOps sta esattamente nella zona che uno sviluppatore normalmente delega.
Perché questa sequenza e non un’altra
Va detto subito, perché è il punto in cui quasi tutte le roadmap sbagliano. La certificazione Microsoft Certified DevOps Engineer Expert richiede un solo esame, AZ-400, ma non è ottenibile con quel solo esame: Microsoft la rilascia soltanto a chi possiede già almeno una certificazione associate tra Azure Administrator Associate (esame AZ-104) e Azure Developer Associate.
Qui entra un secondo elemento decisivo: la certificazione Azure Developer Associate, con il suo esame e le sue valutazioni di rinnovo, si è ritirata il 31 luglio 2026 e da quella data non è più ottenibile né rinnovabile. Per chi pianifica adesso, quindi, il prerequisito realistico è uno solo: AZ-104.
La sequenza corretta diventa AZ-900, poi AZ-104, poi AZ-400, con GH-300 come tappa laterale facoltativa e non come gradino intermedio. L’ordine risponde a tre criteri: prima il vocabolario della piattaforma, poi la competenza infrastrutturale che a uno sviluppatore manca per definizione, infine il livello expert che presuppone entrambe.
Tappa 1: AZ-900, il vocabolario della piattaforma
AZ-900 Microsoft Azure Fundamentals valuta tre aree: i concetti di cloud, l’architettura e i servizi di Azure, la gestione e la governance della piattaforma. È un esame descrittivo: chiede di sapere cosa fa un servizio e quando ha senso usarlo, non di configurarlo.
Sta in prima posizione perché AZ-104 e AZ-400 danno per acquisito un lessico che uno sviluppatore raramente possiede in modo strutturato. Microsoft descrive il candidato tipo come un professionista IT con esperienza in una qualunque area, compreso esplicitamente lo sviluppo software.
Cosa serve saper fare prima: nulla di formale. Costo indicativo circa 99 USD, passing score 700 su 1000, e la certificazione non scade.
Tappa 2: AZ-104, il pezzo che a uno sviluppatore manca
AZ-104 Azure Administrator valuta cinque aree: gestione di identità e governance, implementazione e gestione dello storage, distribuzione e gestione delle risorse di calcolo, reti virtuali, monitoraggio e manutenzione delle risorse.
Sta in seconda posizione per due ragioni che si sommano. La prima è formale: senza questa associate, AZ-400 non produce una certificazione. La seconda è sostanziale: automatizzare il deployment di un’applicazione presuppone sapere dove viene distribuita, con quale identità, dietro quale rete e con quali permessi. Chi salta questo passaggio automatizza qualcosa che non capisce.
Cosa serve saper fare prima: Microsoft indica familiarità con sistemi operativi, reti, server e virtualizzazione, oltre a esperienza pratica con PowerShell, l’interfaccia a riga di comando di Azure, il portale, i template ARM o i file Bicep e Microsoft Entra ID. Per uno sviluppatore i punti dolenti sono quasi sempre reti virtuali e identità. Costo indicativo circa 165 USD, rinnovo annuale gratuito online.
Tappa laterale: GH-300, e cosa certifica davvero
GH-300 è la certificazione GitHub Copilot e valuta l’uso responsabile dello strumento, le sue funzionalità nei diversi piani, l’architettura e il trattamento dei dati, il prompt engineering e la costruzione del contesto, il miglioramento della produttività di sviluppo, la configurazione di privacy, esclusioni di contenuto e protezioni.
È utile leggere questa lista due volte, perché non contiene nulla di quello che AZ-400 misura: niente pipeline, niente automazione dei rilasci, niente infrastructure as code. GH-300 è una certificazione da sviluppatore che lavora meglio, non da ingegnere che automatizza consegne.
Ha comunque senso qui, a una condizione: prenderla per quello che è, un rafforzamento del profilo di partenza, e collocarla in parallelo anziché in mezzo alla scala. Il candidato atteso conosce le basi di GitHub e almeno un linguaggio di programmazione, quindi è la tappa a minor attrito. Costo indicativo circa 99 USD.
Tappa 3: AZ-400, il livello expert
AZ-400 valuta cinque aree: progettazione e implementazione di processi e comunicazione, strategia di controllo del codice sorgente, pipeline di build e release, piano di sicurezza e conformità, strategia di strumentazione e monitoraggio. L’area dominante, quella su cui l’esame concentra il peso maggiore, è la terza.
Il contenuto è vasto e operativo: gestione dei pacchetti con GitHub Packages e Azure Artifacts, strategie di test e code coverage, scelta tra GitHub Actions e Azure Pipelines, infrastruttura di runner e agent, pipeline YAML multi-stage e template riutilizzabili, deployment blue-green, canary, ring e feature flag, infrastructure as code con Bicep e Azure Resource Manager, gestione dei segreti con Azure Key Vault e autenticazione senza segreti tramite workload identity federation, scansioni con GitHub Advanced Security e Dependabot, monitoraggio con Azure Monitor e Application Insights.
Cosa serve saper fare prima: Microsoft chiede esperienza sia di amministrazione sia di sviluppo su Azure, con competenze solide in almeno una delle due aree, oltre a esperienza di implementazione sia su GitHub sia su Azure DevOps.
Nota di attualità: la versione inglese di AZ-400 viene aggiornata il 27 luglio 2026, con le localizzazioni a seguire circa otto settimane dopo, quindi materiale più vecchio di qualche mese va verificato. Costo indicativo circa 165 USD, passing score 700 su 1000, rinnovo annuale gratuito online.
Quanto tempo richiede ciascuna tappa
Nessuno può dirti quante ore ti servono, e chi lo fa sta inventando. Si può però descrivere la forma del percorso.
AZ-900 è la tappa breve: qualche settimana di studio serale costante basta a chi ha già un background tecnico, perché il livello è concettuale.
AZ-104 è la tappa lunga, e per uno sviluppatore la più lunga in assoluto. Non è comprimibile, perché non si tratta di memorizzare ma di aver toccato con mano reti virtuali, storage, identità e governance. È la tappa dove chi studia solo su video viene bocciato con regolarità.
AZ-400 è più corto come materiale, ma pretende un tipo di esperienza che non si costruisce leggendo: serve aver rotto e riparato almeno una pipeline vera, meglio se in entrambi gli ecosistemi.
GH-300, per chi usa già Copilot quotidianamente, è la tappa più rapida delle quattro. È anche la ragione per cui viene inserita al posto sbagliato: è facile, quindi sembra un progresso.
Gli errori tipici di chi segue questo percorso
Il primo errore è prenotare AZ-400 senza una associate alle spalle, convinti che l’esame coincida con la certificazione. Si supera l’esame e non si ottiene il badge.
Il secondo errore è scambiare GH-300 per una preparazione ad AZ-400. Sono due mondi diversi: uno riguarda come scrivi il codice, l’altro come lo consegni.
Il terzo errore è saltare le fondamenta infrastrutturali contando sul fatto di essere sviluppatori esperti: il livello expert di AZ-400 presuppone amministrazione, non solo sviluppo, e Microsoft lo dichiara nel profilo del candidato.
Il quarto errore è l’opposto e resta il più diffuso: accumulare Fundamentals. Tre o quattro badge di livello base prima di una associate dimostrano interesse, non capacità operativa.
Il quinto errore è pianificare su esami che stanno chiudendo: vale la pena controllare il calendario dei ritiri prima di impegnare mesi di studio.
Cosa non serve certificare
Se pubblichi già i tuoi servizi su Azure e ti muovi nel portale senza esitazioni, AZ-900 non ti serve: non è prerequisito formale di nulla e non aggiunge segnale a un profilo che già amministra risorse.
Se sei già di fatto la persona che tiene in piedi le pipeline del tuo team, GH-300 aggiunge poco alla direzione in cui stai andando, perché certifica Copilot e non il tuo lavoro di automazione. Prendila se ti interessa il tema, non per completare una scala.
Non servono i Fundamentals di aree che non stai perseguendo: chi punta al DevOps non ha bisogno dei badge base di dati, sicurezza o low-code prima di AZ-104.
E non serve una seconda associate prima di AZ-400: il prerequisito è una, non due, e aggiungerne altre allunga il percorso senza cambiare il risultato.
Dove porta il percorso e quali sono i bivi successivi
Con AZ-900, AZ-104 e AZ-400 il profilo che ne esce è quello di chi sa amministrare risorse Azure e progettare il flusso che porta il codice in produzione: controllo del sorgente, build, test, rilascio, sicurezza della catena di fornitura software e monitoraggio.
Da lì si aprono tre direzioni. La prima è l’architettura: AZ-305 porta al badge Azure Solutions Architect Expert e richiede formalmente AZ-104, quindi il percorso appena fatto ne è già il prerequisito. La seconda è la piattaforma e la rete, per chi finisce a occuparsi di connettività ibrida e accesso privato ai servizi più che di rilasci. La terza è la sicurezza applicata alla catena di consegna, che AZ-400 tocca ma non esaurisce.
Nessuna di queste tappe va presa perché completa un set. Vanno prese quando il ruolo che stai facendo, o quello a cui punti davvero, le rende utili.