La routing table è la struttura che il router consulta a ogni pacchetto per decidere dove inoltrarlo. Comprenderne l’anatomia e l’ordine con cui viene interrogata è alla base di quasi ogni domanda di livello IP dell’esame.

Anatomia della routing table

Il comando show ip route restituisce righe interpretabili con un codice a inizio riga, letto grazie alla legenda in testa all’output.

O    10.1.1.0/24 [110/20] via 192.168.1.2, 00:05:12, GigabitEthernet0/1

Gli elementi da riconoscere:

Campo Significato
Codice origine Come il router ha appreso la rotta: C connected, L local (host /32 dell’interfaccia), S static, D EIGRP, O OSPF, R RIP, B BGP
Prefisso/mask La rete di destinazione e la sua lunghezza (es. /24)
[AD/metrica] Il primo numero è la distanza amministrativa, il secondo la metrica
via next-hop Indirizzo IP del prossimo router (o directly connected)
Interfaccia d’uscita La porta da cui esce il pacchetto

La riga Gateway of last resort in cima indica la rotta di default (0.0.0.0/0, codice S* o O*E2) usata quando nessun prefisso più specifico corrisponde.

Distanza amministrativa vs metrica

Sono due concetti distinti che l’esame ama confondere:

  • La distanza amministrativa (AD) misura l’affidabilità della fonte del percorso. Serve a scegliere tra rotte della stessa destinazione apprese da protocolli diversi. Più è bassa, più il protocollo è “creduto”.
  • La metrica misura il costo del percorso ed è confrontabile solo tra rotte dello stesso protocollo (l’AD tra loro è identica). Ogni protocollo la calcola a modo suo: OSPF usa il cost basato sulla banda, EIGRP una formula composita, RIP l’hop count.

I valori di AD di default da memorizzare a menadito:

Origine AD
Connected 0
Static 1
EIGRP (internal) 90
OSPF 110
RIP 120
EIGRP external 170
iBGP 200
Sconosciuta / unreachable 255

La decisione di forwarding: l’ordine conta

Quando arriva un pacchetto, il router applica tre criteri in sequenza rigida:

  1. Longest-prefix match. Tra tutte le rotte installate che contengono l’IP di destinazione, vince sempre quella con la maschera più lunga (più specifica). Questo criterio è prioritario su tutto: una /25 batte una /24 a prescindere da AD e metrica.
  2. Distanza amministrativa. Solo se due rotte hanno lo stesso identico prefisso/mask appreso da protocolli diversi, il router installa in tabella quella con AD più bassa. Le altre restano nascoste (non compaiono in show ip route, si vedono con show ip route <rete> o nella RIB dei singoli protocolli).
  3. Metrica. Se restano più percorsi per lo stesso prefisso dallo stesso protocollo, vince la metrica minore. In caso di parità si ha equal-cost load balancing (di default fino a 4 percorsi).

Punto chiave: AD e metrica intervengono a monte, decidendo cosa entra nella tabella; il longest-prefix match decide cosa si usa a forwarding time tra ciò che è già installato.

Esempio ragionato

Supponiamo di dover raggiungere 10.1.1.50:

  • S 10.1.0.0/16 [1/0] (static)
  • O 10.1.1.0/24 [110/20] (OSPF)

Il pacchetto matcha entrambe, ma la /24 è più specifica: vince OSPF, nonostante l’AD 110 sia peggiore dell’AD 1 della static. L’AD qui è irrilevante perché i prefissi sono diversi. Se invece entrambe fossero /24, allora sì: entrerebbe la static (AD 1).

Trappole tipiche d’esame

  • Rotta specifica con AD peggiore → vince comunque. Scenario: /24 OSPF vs /16 static per un host coperto da entrambe → si sceglie la /24 OSPF. Il longest-prefix match precede l’AD.
  • Confondere AD con metrica. Domanda su “quale percorso è preferito tra due OSPF” → si guarda la metrica (cost), non l’AD, che è 110 per entrambi.
  • AD di default a memoria. Chiesto “quale rotta è installata tra EIGRP e OSPF per lo stesso prefisso” → EIGRP AD 90 < OSPF 110 → vince EIGRP. Attenzione: EIGRP external è 170, quindi in quel caso perderebbe contro OSPF.
  • Codice L /32. Un output mostra L 10.1.1.1/32 sull’interfaccia: è l’indirizzo locale del router, non una rotta di rete. Non è la destinazione degli host della LAN.
  • Nessun match → gateway of last resort. Se manca una default route e nessun prefisso corrisponde, il pacchetto viene scartato (destination unreachable), non inoltrato “a caso”.