La gestione operativa di una rete non riguarda solo instradare i pacchetti, ma anche sapere cosa succede sui dispositivi, monitorarli in modo strutturato, garantire priorità al traffico critico e accedere agli apparati in sicurezza. Syslog, SNMP, QoS e SSH sono i quattro pilastri di questo dominio nell’esame CCNA.
Syslog: il diario di bordo del dispositivo
Ogni evento generato da IOS/IOS-XE ha un severity level da 0 a 7: più basso è il numero, più grave è l’evento. Memorizzare l’ordine esatto è fondamentale.
| Livello | Nome | Significato |
|---|---|---|
| 0 | Emergency | Sistema inutilizzabile |
| 1 | Alert | Azione immediata richiesta |
| 2 | Critical | Condizione critica |
| 3 | Error | Errore (es. interfaccia down) |
| 4 | Warning | Avviso |
| 5 | Notification | Evento normale ma significativo |
| 6 | Informational | Messaggio informativo |
| 7 | Debug | Output di debug |
Un mnemonico diffuso: Every Awesome Cisco Engineer Will Need Ice-cream Daily. Quando configuri logging trap 4, il dispositivo invia al syslog server tutti i messaggi dal livello 0 al 4 compreso (cioè “warning e peggiori”). I messaggi viaggiano in UDP porta 514. Le destinazioni possibili sono console, terminal lines (monitor), buffer interno (logging buffered) e server esterno (logging host). Il timestamp accurato dipende da NTP: senza sincronizzazione i log sono difficili da correlare.
SNMP: monitoraggio strutturato
SNMP (Simple Network Management Protocol) mette in comunicazione un NMS/manager con gli agent sui dispositivi. I meccanismi chiave:
- GET: il manager interroga l’agent (polling).
- SET: il manager scrive un valore (richiede community/permessi read-write).
- TRAP: l’agent notifica spontaneamente un evento al manager (non confermato).
- INFORM: come la trap ma con acknowledgement.
Le versioni contano molto: SNMPv2c usa le community string (RO/RW) come unica autenticazione e le invia in chiaro — nessuna cifratura. SNMPv3 aggiunge i tre livelli di sicurezza: noAuthNoPriv, authNoPriv (autenticazione) e authPriv (autenticazione + cifratura del payload). Per un ambiente di produzione la scelta corretta è sempre SNMPv3 authPriv.
QoS: il modello PHB
Quando un link va in congestione, senza QoS voce e video degradano. Il modello Cisco si basa sul Per-Hop Behavior (PHB): ogni router applica un trattamento coerente in base alla marcatura. Le fasi:
- Classification: identificare il traffico (ACL, NBAR, protocollo).
- Marking: scrivere un valore di priorità. A layer 3 si usa il campo DSCP (6 bit nell’ottetto ToS, es. EF = Expedited Forwarding per la voce, valori AF per dati); a layer 2 il campo CoS (3 bit nel tag 802.1Q).
- Queuing: gestire code separate; LLQ (Low Latency Queuing) fornisce una priority queue per il traffico real-time.
- Congestion management/avoidance e condizionamento del traffico.
Il trust boundary stabilisce fin dove fidarsi delle marcature ricevute: idealmente il più vicino possibile all’endpoint (es. IP phone che marca EF).
Policing vs Shaping
Distinzione critica d’esame:
- Policing: se il traffico supera la rate configurata, i pacchetti in eccesso vengono scartati (o re-marked). Non introduce ritardo, ma causa perdita e ritrasmissioni. Tipicamente applicato in ingresso.
- Shaping: il traffico in eccesso viene bufferizzato e ritardato per rientrare nella rate, “livellando” i picchi. Introduce latenza/jitter ma non scarta. Tipicamente applicato in uscita.
SSH: accesso remoto sicuro
Telnet trasmette username e password in chiaro: va evitato per il management. SSH cifra l’intera sessione. Per abilitare SSH su IOS servono alcuni prerequisiti non ovvi:
hostname R1
ip domain-name example.com
crypto key generate rsa modulus 1024
username admin secret Cisco123
ip ssh version 2
line vty 0 4
transport input ssh
login local
L’hostname e l’ip domain-name sono obbligatori perché il nome della coppia di chiavi RSA deriva da hostname.domain-name. Per SSHv2 il modulo RSA deve essere almeno 768 bit. Con transport input ssh sulle linee VTY si blocca Telnet, e login local forza l’autenticazione tramite database utenti locale.
Trappole tipiche d’esame
- Scenario: “logging trap 5” — quali log arrivano al server? → Tutti i livelli 0–5 (notification e peggiori), non solo il 5.
- Scenario: l’esaminando confonde 0 e 7. → 0 = Emergency (più grave), 7 = Debug (meno grave/più verboso).
- Scenario: serve confidenzialità nel monitoraggio → scegliere SNMPv3 (authPriv), non v2c che manda le community in chiaro.
- Scenario: traffico in eccesso da scartare in ingresso → policing; da ritardare/bufferizzare e livellare in uscita → shaping.
- Scenario: SSH non si attiva pur avendo generato le chiavi → verificare hostname + ip domain-name configurati e modulus ≥ 768 per SSHv2; ricordare che il management sicuro impone SSH al posto di Telnet.