La chat: una conversazione che riparte da capo
Quando apri Copilot Chat e scrivi nella casella del messaggio, stai avviando una conversazione. Chiedi una risposta, fai riassumere un file, fai preparare una bozza, e la conversazione dura finché ti serve. Puoi riferirti a un file specifico digitando la barra, oppure allegare contenuti al prompt. La cronologia resta consultabile, ma il contesto lo ricostruisci tu ogni volta che apri una chat nuova.
Questo è il punto: la chat è ideale quando il bisogno è occasionale e il contesto cambia. Devi capire in dieci minuti che cosa è successo in un thread di posta prima di una riunione, o scrivere il paragrafo introduttivo di un’offerta partendo da un brief che qualcuno ti ha appena mandato. Apri, chiedi, ottieni, chiudi.
Da tenere distinto: con una licenza Microsoft 365 Copilot la chat può attingere ai contenuti di lavoro — email, chat, file — mentre senza licenza Copilot Chat lavora sui dati del web. Non è la stessa cosa, e l’esame ci gioca sopra. Va tenuta distinta anche dai contenitori che ci ruotano attorno: una page è un documento collaborativo dove si porta un risultato, un notebook è uno spazio di lavoro con le sue fonti e le sue custom instructions, e nessuno dei due è un agente.
L’agente: un assistente con nome, istruzioni e fonti proprie
Un agente è un assistente specializzato che estende Copilot su un dominio preciso. Nel riquadro di navigazione dell’app Microsoft 365 Copilot c’è la voce Agents: espandendola vedi quelli già installati, mentre All agents apre l’Agent Store, dove scegli un agente e selezioni Add oppure Open. Poi ci parli esattamente come parleresti in chat, scrivendo nella casella Message Copilot.
La differenza non sta nel modo in cui gli scrivi, sta in quello che l’agente porta con sé prima che tu scriva la prima parola. Un agente ha un Name, una Description, delle Instructions che ne governano il comportamento, delle fonti di Knowledge e degli Starter Prompts che suggeriscono a chiunque lo apra che cosa può chiedergli. Ha anche un’icona e un Model, cioè la modalità di risposta predefinita, che può essere Auto, Quick response o Think deeper, e chi lo usa può comunque cambiarla al volo.
Un agente, insomma, è configurazione che resta. Una chat è contesto che se ne va.
Quando conviene crearsi un agente
Tre segnali dicono che sei davanti a un caso da agente e non da chat. Primo: il bisogno è ricorrente, non capita una volta. Secondo: le fonti sono sempre le stesse, per esempio il sito SharePoint delle policy interne o la cartella con i listini aggiornati. Terzo: stai riscrivendo ogni volta le stesse istruzioni — “rispondi solo con i dati del manuale”, “usa il tono formale che usiamo con i clienti pubblici”, “cita sempre il documento da cui prendi il dato”.
Per crearne uno, dal riquadro di sinistra dell’app Microsoft 365 Copilot scegli New agent. Da lì puoi descrivere a parole tue che cosa deve fare e premere Send, partire da un template sotto Start with a template, oppure usare Skip to configure per compilare a mano la scheda Configure. La scheda Try it serve a provarlo prima di renderlo disponibile ad altri. Come fonti puoi aggiungere fino a quattro URL di siti pubblici, fino a 100 file, cartelle o siti SharePoint, fino a 50 file di OneDrive, fino a cinque chat di Teams e file caricati dal tuo dispositivo; l’interruttore Only use specified sources dice all’agente di privilegiare quelle fonti invece della conoscenza generale del modello.
C’è anche la strada più rapida, quella che parte dai documenti: in un sito SharePoint puoi scegliere New > Agent, oppure, da una raccolta documenti, il menu AI actions e Create an agent. L’agente nasce già limitato a ciò che hai selezionato.
Infine si condivide. Dopo la creazione puoi copiare il link con Copy e aprire Change sharing settings per decidere l’ambito: Anyone in your organization, Specific users in your organization oppure Only you. Chi riceve l’agente può usarlo, non modificarlo: le modifiche restano a chi lo possiede. E l’agente non aggira i permessi di nessuno — se il collega non ha accesso a un documento, l’agente non glielo racconterà.
Contesto amministrativo, non compiti tuoi: se non vedi la voce per creare agenti, o se un interruttore sulle fonti web non produce effetto, è perché l’organizzazione ha impostato una policy. Sappi anche che gli agenti costruiti così non si usano dentro Teams Chat.
Che cosa verifica l’esame
Il punto che AB-730 mette alla prova più spesso è uno solo: un agente non è una chat salvata. Un prompt che salvi per riusarlo vive nel contenitore dei prompt — la documentazione learn lo chiama Copilot Prompt Gallery, con le sezioni Suggested, Your Prompts e Teams — e resta un testo da rilanciare; un prompt schedulato è quello stesso testo che parte da solo a un orario; un prompt condiviso è un testo passato ai colleghi. Nessuno dei tre è un agente, perché nessuno dei tre porta con sé fonti proprie.
Altre confusioni ricorrenti: la memoria di Copilot e le custom instructions personalizzano le tue risposte ovunque, mentre le Instructions di un agente valgono per quell’agente e per chiunque lo usi. Prendere un agente dall’Agent Store non è crearne uno con New agent. E la scelta fra chat e agente non è una scelta di comodità: se il compito ha impatto alto o è ambiguo, la revisione umana resta obbligatoria, perché delegare il lavoro non delega la responsabilità.