La reazione più comune davanti a un output mediocre è aprire una chat nuova e riscrivere tutto da capo. Quasi sempre è la mossa peggiore: butti via l’unica cosa preziosa che hai appena prodotto, cioè un esempio concreto e specifico di cosa non va.
Correggere costa meno che ricominciare
Fra i rimedi elencati dalla documentazione di supporto quando una risposta non è utile c’è il feedback: dai a Claude istruzioni di follow-up, chiarimenti, oppure chiedigli di riscrivere la risposta. La conversazione in corso è già il contenitore del contesto, perché contiene il prompt precedente, il file allegato e la risposta da correggere. Ricominciare significa ricostruire tutto questo a mano.
Una correzione utile dice tre cose: cosa tenere, cosa cambiare, perché. La terza è quella che salta quasi sempre, ed è quella che evita il giro successivo.
La struttura in tre sezioni va bene, tienila.
Due problemi. Il paragrafo sui costi cita cifre che nel file allegato
non ci sono: togli tutto quello che non riesci a ricondurre a una riga
del file. E il tono è troppo formale: il testo va in una mail interna
al team, non a un cliente, quindi scrivi come parleresti in riunione.
Se dopo due giri la forma continua a non essere quella giusta, smetti di descriverla e mostrala. La guida sulla consistenza è netta: fornire un esempio dell’output desiderato è più efficace di istruzioni astratte.
Il ciclo bozza, revisione, riscrittura
Il pattern di iterazione più citato nella documentazione è l’auto-correzione: genera una bozza, falla rivedere rispetto a criteri espliciti, poi falla riscrivere sulla base di quella revisione. Il passaggio che quasi nessuno fa è il secondo, e separarlo dal terzo è ciò che lo rende utile, perché ti fa leggere l’elenco dei difetti prima che vengano sistemati in silenzio.
Rileggi la bozza che hai appena scritto come se fossi il responsabile
qualità. Per ogni affermazione numerica indica se è supportata dal file
allegato e da quale passaggio. Elenca solo i problemi che trovi, non
riscrivere ancora nulla.
Caso particolare: la risposta si è fermata a metà. L’articolo dedicato chiarisce che il limite di contesto vale per i prompt che fornisci, non per l’output generato, e suggerisce di ridare a Claude il prompt precedente insieme alla risposta ricevuta per farlo riprendere dal punto in cui si era interrotto.
Ogni tipo di compito chiede una strategia diversa
Analisi. Qui contano le impostazioni, non solo le parole. Il thinking esteso fa sì che Claude dedichi più tempo a scomporre il problema, pianificare la soluzione ed esplorare approcci diversi prima di rispondere; la documentazione lo indica per ragionamenti complessi che non richiedono dati aggiornati dal web, come calcoli, verifiche logiche o una questione da guardare da più prospettive. L’effort regola quanto a fondo Claude lavora: livelli bassi e medi per le richieste di routine, high come impostazione predefinita e miglior compromesso fra qualità e velocità, extra high e max per i lavori più impegnativi, al prezzo di tempi più lunghi.
Menu del modello (accanto al pulsante di invio) > Effort
Menu del modello > Thinking / Extended
Pulsante "+" in basso a sinistra > Ricerca web
Pulsante "+" in basso a sinistra > Research
Ricerca. La documentazione distingue nettamente due strumenti. La ricerca web serve per domande fattuali rapide che si chiudono con poche ricerche: una notizia recente, un dato su un’azienda, una verifica puntuale. Research serve quando servono cinque o più ricerche concatenate nell’arco di uno-tre minuti, e gli esempi ufficiali sono esattamente lavori d’ufficio: confrontare i concorrenti, aggiornare un documento interno ormai vecchio con informazioni attuali, produrre un report approfondito con citazioni facili da controllare. Research lavora in modo agentico, decidendo da sé cosa approfondire dopo, e consuma i limiti d’uso più in fretta di una conversazione normale. Due accorgimenti dalla guida: definisci cosa rende soddisfacente la risposta, e chiedi esplicitamente di verificare l’informazione su più fonti.
Stesura. Vince l’esempio: allega un documento passato che ti piaceva e chiedi quel registro. Conta anche un dettaglio poco noto, cioè che lo stile del prompt influenza lo stile della risposta. Se scrivi la richiesta come un elenco puntato fitto, aspettati un elenco puntato fitto.
Brainstorming. La documentazione descrive Claude come interlocutore per dibattere e generare idee, utile per far rimbalzare proposte ed esplorare più prospettive. Qui l’iterazione non è un rimedio, è il metodo: chiedi quantità, scarta, poi approfondisci le due idee sopravvissute. Una tecnica presa dalle indicazioni sulla ricerca funziona bene anche qui, cioè chiedere ipotesi in competizione fra loro invece di una sola risposta già confezionata.
Quando invece conviene davvero una chat nuova
Quando cambia il compito. La lunghezza della conversazione è uno dei fattori che consumano i limiti d’uso, insieme alla dimensione degli allegati, agli strumenti attivati e all’impostazione di effort. Un thread che ha accumulato tre lavori diversi si porta dietro istruzioni vecchie che continuano a pesare su ogni risposta.
Prima di ricominciare, però, verifica di non perdere niente. Sui piani a pagamento la ricerca nelle chat recupera il contesto dalle conversazioni precedenti e mostra citazioni che rimandano all’originale, mentre la memoria conserva fra una sessione e l’altra elementi come il tuo ruolo, il tuo stile di comunicazione e i dettagli dei progetti. Puoi vedere e modificare quello che Claude ricorda dalle impostazioni, sotto Memory.