La stessa analisi può uscire come tre righe in chat, come documento in una finestra a parte o come foglio di calcolo scaricabile, e la scelta cambia il valore del lavoro più di mezza pagina di prosa in più. Chi riceve un rapporto in un formato sbagliato lo rilavora, e il tempo che hai risparmiato scrivendo lo perde lui riformattando.
Dire per chi è, prima di dire come
Le linee guida di Anthropic sono coerenti su un punto: sii esplicito. Dichiara che cosa vuoi, spiega perché serve, e metti nel prompt i vincoli veri — pubblico, lunghezza, struttura, cose da evitare. Più dettaglio dai, migliore è il risultato. A questo si aggiungono due regole meno intuitive. La prima: di’ che cosa fare invece di che cosa non fare, perché «scrivi in prosa continua» funziona meglio di «non usare elenchi puntati». La seconda: mostra invece di descrivere, dato che gli esempi sono uno dei modi più affidabili per orientare formato, tono e struttura. Parti da un esempio solo e aggiungine altri se il primo non basta.
Riscrivi la nota per il comitato acquisti: cinque persone non tecniche
che decidono in venti minuti.
Massimo 250 parole, prosa continua, nessun acronimo non spiegato.
Apri con la raccomandazione, poi tre motivi, poi il rischio principale.
Tono: diretto e non commerciale, come una mail interna.
Scegliere il contenitore: in linea, artifact, file
La risposta in linea va bene per ciò che leggi e usi subito: una riformulazione, un elenco di idee, una risposta a una domanda.
L’artifact è la finestra dedicata che Claude apre quando il contenuto è significativo e autonomo, tipicamente oltre le quindici righe, e quando è qualcosa che modificherai o riuserai: documenti in Markdown o testo semplice, codice, pagine HTML, immagini SVG, diagrammi, componenti interattivi. I controlli in basso a destra permettono di vedere il codice sottostante, copiare e scaricare. Un dettaglio che sorprende molti: un artifact creato in una conversazione non compare da solo nella sezione Artifacts della barra laterale, ci arriva premendo «Publish», e da lì si condivide con chi vuoi, che lo userà consumando i propri limiti d’uso e non i tuoi.
Il file serve quando il destinatario lavora fuori da Claude. Claude crea e modifica fogli xlsx, presentazioni pptx, documenti docx, PDF, file CSV e immagini PNG, con un massimo di 30 MB per file sia in caricamento sia in scaricamento. La funzione è attiva di default sui piani Free, Pro e Max, mentre in Team ed Enterprise un owner la governa da Organization settings, Capabilities, con l’interruttore «Code execution and file creation».
Dati strutturati: quando la forma è il contenuto
Se l’output dovrà essere ordinato, filtrato o incollato in un altro sistema, la struttura non è un abbellimento finale ma la richiesta stessa. Definiscila con precisione: nomi delle colonne, un record per riga, valori ammessi, che cosa scrivere quando il dato manca. Per strutture complesse un esempio già compilato vale più di qualsiasi descrizione. E se il materiale è lungo, spezza il lavoro in passaggi consecutivi invece di chiedere tutto in una volta: ogni sotto-compito riceve attenzione piena e la coerenza aumenta. Per un output ricorrente, la costanza si ottiene scrivendo la forma una volta sola e riusandola.
Estrai dai verbali allegati le decisioni prese, una per riga,
in una tabella con queste colonne:
data | decisione in massimo 15 parole | chi esegue | scadenza | verbale
Se un campo non è nel testo scrivi "non indicato".
Nessun commento fuori dalla tabella.
Rifinire senza ricominciare
Il primo output è materiale grezzo. La documentazione descrive il lavoro come un dialogo: dai istruzioni successive, chiarisci, chiedi di riscrivere. Se la risposta si è fermata a metà, riproporre il prompt precedente insieme alla risposta ricevuta permette di riprendere da dove era rimasta. Sui documenti in Markdown puoi evidenziare un passaggio e usare «Edit with Claude» per intervenire solo lì, e il selettore di versione dell’artifact ti riporta a uno stato precedente quando il giro successivo peggiora le cose. In Word la stessa idea è più forte: selezioni un paragrafo e chiedi di riscriverlo per un pubblico non tecnico, oppure lavori in modalità tracked changes, dove ogni modifica arriva come revisione da accettare o rifiutare nel pannello nativo.
Confrontare due versioni e sceglierne una
Chiedere un’alternativa costa meno che spiegare a parole che cosa non va nella prima. Fatti dare due tagli dichiaratamente diversi e poi scegli, ma fissa i criteri prima di leggerli, altrimenti sceglierai quello che «suona meglio».
Dammi due versioni della stessa email: A più breve e diretta,
B più cauta e con più contesto.
Sotto, tre righe: che cosa cambia fra le due e quando conviene ciascuna.
I criteri utili sono quasi sempre gli stessi: il destinatario capisce l’azione richiesta senza rileggere, il livello tecnico è il suo e non il tuo, la lunghezza sta nel tempo che ti concederà. Quando una versione vince, conservala: diventa l’esempio da allegare la prossima volta che chiedi lo stesso tipo di testo, ed è il modo più economico per non rifare due volte lo stesso lavoro di rifinitura.