Ogni volta che apri Claude fai una scelta, anche quando non te ne accorgi: una chat nuova o un Project, la ricerca web o Research, una risposta a schermo o un artifact. Sbagliarla non produce un errore, produce lavoro sprecato: un’ora passata a reincollare gli stessi tre documenti in cinque conversazioni diverse.

Chat singola o Project

Una chat normale è autonoma: il contesto vive lì dentro e finisce lì. Un Project, nella definizione ufficiale, è uno spazio di lavoro autosufficiente con una propria cronologia di conversazioni e una propria base di conoscenza. Aggiunge esattamente due cose:

  • la knowledge base, dove carichi documenti, testi, file o codice che Claude consulta in tutte le chat di quel Project;
  • le istruzioni del Project, direttive che imposti una volta sola (tono, punto di vista, vincoli) e che valgono per ogni conversazione lì dentro.

Si parte da claude.ai/projects o dalla voce Projects nella barra laterale, poi «+ New Project»; la conoscenza si aggiunge col pulsante «+» nel riquadro a destra, le istruzioni con «Set project instructions» e «Save instructions». I Project ci sono anche sugli account gratuiti, con un massimo di cinque.

La regola pratica è banale e funziona: se rispondi a una domanda isolata, apri una chat; se stai per incollare per la seconda volta lo stesso materiale di riferimento, ti serviva un Project. Quando la conoscenza del Project si avvicina al limite di contesto, Claude attiva da solo la modalità RAG, che espande la capacità fino a dieci volte. Te ne accorgi perché vedi Claude usare uno strumento di ricerca sulla conoscenza del Project invece di leggerla tutta insieme.

Ricerca web, extended thinking e Research

Sono tre strumenti diversi, e la documentazione li separa in base a quanto lavoro richiedono.

La ricerca web serve a domande fattuali dirette, risolvibili con una o due chiamate allo strumento: una notizia recente, i dati di un’azienda, il meteo. Si accende dal pulsante «+» in basso a sinistra scegliendo «Web search»; compare una spunta. Ogni risposta porta le citazioni, così verifichi le fonti da solo. Con la ricerca attiva Claude può anche leggere una pagina di cui gli passi l’indirizzo: utile, ma tienilo presente, analizzare link diretti consuma parecchia finestra di contesto.

L’extended thinking serve invece al ragionamento complesso che non ha bisogno di informazioni recenti dal web: un problema di calcolo, un’analisi da guardare da più lati, un ragionamento da srotolare.

Research è un’altra categoria ancora: raccolta di informazioni esaustiva, che richiede cinque o più chiamate agli strumenti nell’arco di uno-tre minuti. Claude conduce ricerche che si costruiscono l’una sull’altra, decide da sé cosa approfondire e restituisce un rapporto lungo con citazioni verificabili. Si attiva dal «+» scegliendo «Research»; compare un indicatore blu in fondo alla finestra. Richiede la ricerca web attiva ed è riservato ai piani a pagamento. Casi tipici: analisi della concorrenza, aggiornamento di un documento con dati presi dal web.

Artifacts e file da consegnare

Un artifact è un contenuto che esce dal flusso della conversazione e finisce in un pannello a parte. Claude lo crea quando il contenuto è significativo e autosufficiente, tipicamente oltre le quindici righe, e quando è probabile che tu voglia modificarlo, iterarci sopra o riusarlo fuori dalla chat: documenti in Markdown o testo semplice, frammenti di codice, pagine HTML a pagina singola, immagini SVG, diagrammi, componenti React interattivi.

Due dettagli che servono davvero. Primo: si abilitano da Settings, sezione Capabilities, con l’interruttore «Code execution and file creation»; sui piani Team ed Enterprise lo attiva un Owner dalle impostazioni dell’organizzazione. Secondo, ed è la sorpresa più comune: gli artifact creati in una conversazione non compaiono da soli nella sezione Artifacts della barra laterale. Per portarceli devi aprirli e premere «Publish». Per modificarli puoi chiederlo a parole, oppure, sul Markdown, selezionare il testo e usare «Edit with Claude»; un selettore di versioni ti riporta indietro.

Se invece ti serve un file da consegnare a qualcuno, foglio Excel, presentazione PowerPoint, documento Word o PDF, quello è il percorso della creazione file: stesso interruttore, limite di 30 MB per file. Gli artifact restano la strada per HTML, React e diagrammi.

Haiku, Sonnet, Opus: tre posizioni sulla stessa curva

I nomi delle famiglie non indicano generazioni diverse, ma posizioni diverse fra velocità e capacità.

  • Haiku (oggi Claude Haiku 4.5) è il modello più veloce, con intelligenza vicina alla frontiera: volumi alti, compiti diretti, latenza bassa.
  • Sonnet (Claude Sonnet 5) è descritto come la migliore combinazione di velocità e intelligenza: generazione di contenuti, analisi dati, comprensione visiva, lavoro quotidiano.
  • Opus (Claude Opus 5) è pensato per il lavoro complesso e aziendale, con ragionamento profondo su compiti lunghi. La documentazione consiglia di partire da qui per la maggior parte dei carichi.

Esiste anche una quarta linea, Fable (Claude Fable 5.1), per il ragionamento più esigente e il lavoro agentico di lunga durata. Il modello si cambia cliccando il suo nome accanto al pulsante di invio, con «More models» per il resto dell’elenco.

Un avvertimento che vale più di qualsiasi tabella: i nomi delle famiglie restano, i numeri di versione cambiano spesso e i modelli vengono ritirati. Alla domanda «quale modello sto usando» si risponde guardando il selettore, non la memoria.