Un Project è uno spazio di lavoro chiuso: ha la sua cronologia di chat, la sua conoscenza caricata e le sue istruzioni. Serve quando lo stesso contesto torna ogni volta — il tono di voce dell’azienda, il listino, le procedure, i quattro documenti che spieghi a ogni collega nuovo.
Un dettaglio che sorprende quasi tutti: dentro un progetto il contesto non passa da una chat all’altra, se non è stato messo nella knowledge base. Le conversazioni restano separate; è la conoscenza del progetto a essere condivisa.
Creare il progetto e scrivere le istruzioni
Si parte da claude.ai/projects e si clicca «+ New Project» in alto a destra. Servono un nome e una descrizione; su Team ed Enterprise si sceglie anche la visibilità, «Keep it private» oppure la condivisione con l’organizzazione, se gli amministratori l’hanno abilitata. I progetti ci sono anche con account gratuito, dove però il massimo è cinque.
Le istruzioni si impostano con «Set project instructions» e si salvano con «Save instructions». Valgono per ogni chat del progetto, quindi è lì che va quello che altrimenti riscriveresti ogni volta: il ruolo di Claude, il pubblico, le convenzioni di formato, i termini da usare e quelli da evitare, cosa fare quando un dato manca. Tienile concise: è una raccomandazione esplicita della documentazione, perché anche le istruzioni occupano spazio nel contesto disponibile.
Ruolo: assistente dell'ufficio operations.
Pubblico: colleghi non tecnici, niente gergo.
Formato: italiano, elenchi puntati, massimo una pagina.
Fonti: usa solo i documenti del progetto. Se un'informazione non c'è,
scrivi "non presente nella documentazione" e indica quale documento
servirebbe.
Non inventare codici procedura o riferimenti cliente.
Che cosa caricare, e con che nomi
Il pulsante «+» nella barra laterale del progetto aggiunge documenti, testo o file. I limiti sono diversi da quelli di una chat: 30 MB per file, quantità non limitata a priori ma vincolata allo spazio di contesto. Dai file di progetto viene estratto il testo, con l’eccezione dei PDF multimodali. I formati accettati includono PDF, DOCX, CSV, TXT, HTML, ODT, RTF, EPUB, JSON e XLSX, oltre alle immagini.
I nomi dei file contano più di quanto sembri: la guida raccomanda nomi descrittivi, di caricare da subito la documentazione completa invece di aggiungerla a spizzichi, di tenere insieme i documenti correlati e di citare il documento per nome quando fai una domanda mirata.
La manutenzione è la parte che nessuno pianifica. Una knowledge base che contiene due versioni della stessa procedura produce risposte contraddittorie, e sembrerà un difetto del modello: quando una procedura cambia, il documento vecchio va sostituito, non affiancato.
Quando il progetto diventa grande
Sui piani a pagamento, quando la conoscenza si avvicina o supera i limiti di contesto, Claude passa automaticamente a una modalità di recupero: invece di tenere tutto in memoria, usa uno strumento di ricerca nella conoscenza del progetto per estrarne solo le parti pertinenti. La capacità cresce fino a dieci volte, i tempi di risposta restano rapidi, l’accuratezza è dichiarata equivalente e non c’è niente da configurare. Se la conoscenza torna sotto la soglia, Claude riprende la modalità precedente.
L’unica cosa che cambia per te è che vedrai Claude cercare nei documenti prima di rispondere: un motivo in più per curare i nomi dei file e per nominare il documento giusto nella domanda.
Collegare Drive, Gmail e gli altri strumenti
I connettori danno a Claude accesso alle tue applicazioni: Google Workspace, Microsoft 365, Slack, GitHub, Linear, 1Password e altri. Il principio da capire prima di ogni dettaglio è che un connettore eredita i tuoi permessi. Se in Drive non vedi una cartella, Claude non la vede.
Per Google Workspace i connettori sono tre. Gmail cerca e legge i messaggi in linguaggio naturale, prepara bozze, risponde e inoltra, e di default chiede la tua approvazione prima di inviare; legge i metadati degli allegati, non il loro contenuto. Calendar vede gli eventi, li crea e li modifica, trova le disponibilità comuni. Drive cerca e legge Documenti, Fogli, Presentazioni, PDF, immagini e file Office, ti lascia aggiungere un documento alla chat o al progetto incollando l’URL, e salva su Drive i file prodotti; legge il testo, mentre immagini incorporate, commenti e suggerimenti non vengono elaborati.
L’attivazione parte dal pulsante «+» in chat con la voce «Add from Google Drive», oppure da Customize, sezione Connectors. Su Team ed Enterprise c’è un passaggio in più: un Owner deve prima abilitare il connettore per tutta l’organizzazione da Organization settings, Connectors. E se l’azienda usa Google Workspace, l’amministratore potrebbe dover marcare Claude come app fidata dalla console di amministrazione, sotto Security, Access and data control, API controls, con circa quindici minuti di propagazione: è la causa più comune del messaggio di blocco al primo tentativo.
Dentro la singola conversazione decidi quanti strumenti tenere pronti. Sotto «Connectors» la voce «Tool access» offre «Auto», in cui Claude carica i connettori utili al momento, «Always available», che li attiva tutti dall’inizio, e «On demand», che li carica solo quando servono. Con meno di dieci connettori usati spesso conviene tenerli sempre disponibili; oltre la trentina, meglio le altre due modalità. L’impostazione vale solo per quella conversazione.