Una configurazione è la parte di Claude che invecchia da sola. Le persone cambiano ruolo, i documenti vengono sostituiti, i modelli vengono deprecati: le istruzioni scritte a gennaio a settembre possono contraddire la realtà dell’ufficio senza che nessuno se ne accorga. Chi imposta un progetto e lo lascia lì per sei mesi, di solito, non ha più una configurazione: ha un archivio.
Dove vivono le istruzioni, e quale prevale
Le istruzioni di organizzazione esistono sui piani Team ed Enterprise e le imposta solo un Owner o un Primary Owner, da Organization settings > Organization and access. Valgono per ogni conversazione di ogni persona dell’organizzazione e hanno un tetto di 3.000 caratteri. Sono anche le uniche che vincono un conflitto: se un’istruzione individuale ne contraddice direttamente una di organizzazione, Claude segue quella di organizzazione, mentre sugli argomenti che l’organizzazione non tocca l’istruzione individuale continua a valere. Quello che non possono fare è disattivare le protezioni di sicurezza integrate.
Le istruzioni per l’account stanno nelle impostazioni personali, alla voce “Instructions for Claude”, e accompagnano tutte le conversazioni di quella persona: modo di scrivere, terminologia, situazioni ricorrenti.
Le istruzioni di progetto si impostano dentro il progetto con “Set project instructions” e si confermano con “Save instructions”. Valgono solo nelle chat di quel progetto.
Accanto a questi tre livelli, sempre attivi, ci sono le Skills: pacchetti di istruzioni che Claude carica su richiesta, invece di tenerli sempre in contesto. È la sede giusta per una procedura lunga che serve una volta al mese, e la sua descrizione (massimo 200 caratteri) è ciò che Claude legge per decidere se attivarla: va scritta dicendo quando si applica, non cosa fa in astratto.
Scrivere un’istruzione che funzioni davvero
Il consiglio ufficiale è di trattare Claude come un collega bravissimo ma appena arrivato, che non conosce le nostre convenzioni. Da qui la regola d’oro: fai leggere l’istruzione a una persona che sa poco del lavoro. Se si confonde lei, si confonde anche Claude.
Quattro mosse fanno quasi tutta la differenza. Dare un ruolo, anche in una riga sola, orienta tono e comportamento. Spiegare il perché di un vincolo lo rende generalizzabile: «non usare i puntini di sospensione» funziona molto meno di «la risposta verrà letta da un sintetizzatore vocale, che non sa pronunciare i puntini di sospensione». Definire il formato in modo esatto, con passi numerati quando l’ordine conta. E mettere esempi: da tre a cinque, pertinenti al caso reale e abbastanza diversi fra loro da non far imparare a Claude uno schema involontario.
Istruzione debole
Rispondi in modo professionale alle segnalazioni dei clienti.
Istruzione efficace
Sei il supporto di primo livello del team Assistenza di Acme.
Rispondi in italiano, dando del Lei, in massimo 150 parole.
1. Riconosci il problema con una frase.
2. Dai la soluzione in passi numerati.
3. Chiudi indicando a chi passare il caso se i passi non bastano.
Non promettere rimborsi o tempi di intervento: li decide Amministrazione.
Se nella conoscenza di progetto non trovi la procedura, dillo invece di ricostruirla.
Le fonti di conoscenza invecchiano
La conoscenza di progetto si aggiunge con il pulsante “+” nel riquadro dedicato. I limiti contano: nei progetti si arriva a 30 MB per file, con un numero di file non limitato a priori ma vincolato allo spazio di contesto; nelle singole chat si sale a 500 MB per file, fino a 20 file, e i PDF si fermano a 1.000 pagine, con l’analisi degli elementi visivi solo entro le 100 pagine.
Quando la conoscenza si avvicina o supera il limite di contesto, sui piani a pagamento si attiva da sola la modalità RAG: Claude smette di caricare tutto insieme e usa uno strumento di ricerca sulla conoscenza di progetto, arrivando a ospitare fino a dieci volte più contenuto. Lo si riconosce perché la chiamata allo strumento compare nella conversazione, e se la conoscenza torna sotto la soglia il progetto riconverte da solo.
La differenza che pesa nel tempo, però, è un’altra: un file caricato è una fotografia, un connettore è una finestra su un servizio vivo ed eredita i permessi della persona che lo usa. Un listino allegato a marzo resterà il listino di marzo finché qualcuno non lo sostituisce.
Anche la memoria va curata. Si gestisce da Settings > Memory, dove i singoli topic si leggono, si modificano e si cancellano; «Pause memory» blocca le nuove voci conservando le vecchie, «Reset memory» cancella tutto ed è irreversibile. Ogni progetto ha uno spazio di memoria separato, e su Team ed Enterprise la memoria è disattivata per impostazione predefinita.
Rendere la manutenzione una routine
Tre abitudini bastano. La prima: provare le istruzioni nuove in conversazioni nuove, non in quelle già in corso, dove il contesto precedente maschera l’effetto. La seconda: rileggere periodicamente cercando le contraddizioni, perché istruzioni accumulate a strati finiscono per litigare fra loro. La terza: decidere chi può metterci le mani, con i permessi «Can view» e «Can edit» e la scelta fra progetto privato e progetto visibile a tutta l’organizzazione.
C’è poi la manutenzione dovuta ai modelli: Anthropic ha deprecato la maggior parte dei modelli circa un anno dopo l’uscita. Quando una deprecazione viene annunciata, la raccomandazione è provare subito il modello nuovo, confrontandolo affiancato sui flussi che contano di più, e riadattare tono e verbosità nei progetti e nelle impostazioni. Scorciatoia utile: chiedere a Claude di rileggere alcune conversazioni riuscite e di proporre lui le istruzioni che le riproducono.