La domanda «posso usare Claude per questo?» ha una risposta scritta, e non è una questione di buon senso personale. Il documento che decide si chiama Usage Policy — in vigore dal 15 settembre 2025 — e vale per chiunque usi i prodotti Anthropic, dal singolo abbonato all’organizzazione Enterprise. Conoscerne la struttura serve più di conoscerne l’elenco a memoria: la policy distingue fra cose vietate sempre, cose permesse ma con obblighi in più, e cose semplicemente normali.
Il nucleo: gli standard universali di utilizzo
Gli Universal Usage Standards elencano quattordici famiglie di usi proibiti. In sintesi: violare la legge o compiere attività illegali; compromettere infrastrutture critiche (reti elettriche, sistemi idrici, dispositivi medici, telecomunicazioni, sistemi di voto); compromettere sistemi informatici o reti; sviluppare o progettare armi ed esplosivi; incitare alla violenza o all’odio; ledere la privacy o i diritti di identità, impersonificazione ingannevole compresa; mettere a rischio la sicurezza dei minori; produrre contenuti psicologicamente o emotivamente dannosi, dall’autolesionismo alle molestie; creare o diffondere disinformazione, comprese false informazioni mediche o su singole persone; interferire con i processi democratici e le campagne elettorali; usi proibiti in ambito giudiziario, di censura, sorveglianza e forze dell’ordine, come le decisioni sulla pena o la categorizzazione biometrica senza consenso; pratiche fraudolente, abusive o predatorie, dal phishing ai documenti falsi al plagio; abusare della piattaforma, per esempio coordinando account per aggirare i controlli o tentando il «jailbreaking»; generare contenuti sessualmente espliciti.
Tre osservazioni pratiche. La prima: molte voci non parlano di argomenti ma di scopi. Riassumere una legge è normale; costruire un documento fiscale falso non lo diventa perché la richiesta è formulata bene. La seconda: il divieto sull’impersonificazione riguarda anche l’ufficio marketing, non solo il crimine organizzato — far passare un testo scritto da Claude per una testimonianza di una persona reale ricade lì dentro. La terza: le regole valgono per l’output tanto quanto per l’input.
Il lavoro di tutti i giorni, e dove passa il confine
Gli usi che Anthropic presenta come tipici sono quelli in cui probabilmente ci si riconosce: scrivere, dal messaggio all’email al testo lungo; imparare qualcosa di nuovo; riassumere articoli, documenti, conversazioni e interi libri; programmare; ragionare insieme su un’idea e ottenere punti di vista alternativi; tradurre fra più di una dozzina di lingue; analizzare immagini, per esempio leggendo i dati di un grafico.
Il confine non separa questi compiti da altri compiti: separa lo stesso compito applicato a scopi diversi.
Ammesso Riassumere i CV ricevuti in una griglia di criteri
dichiarati, che una persona poi valuta.
Non ammesso Far decidere a Claude chi scartare, o profilare i
candidati su caratteristiche protette.
Ammesso Scrivere la bozza di una newsletter aziendale.
Non ammesso Generare a volume recensioni o commenti fatti passare
per opinioni di persone reali.
Ammesso Preparare i materiali di una campagna informativa.
Non ammesso Produrre contenuti politici ingannevoli o targeting
elettorale manipolatorio.
Un dettaglio che aiuta chi pubblica: dai modelli più recenti Anthropic marca i contenuti generati. Nel testo viene inserita una filigrana impercettibile, che non ne cambia il senso e può sopravvivere alla copia; ai file come .png, .jpg e .svg vengono aggiunti metadati di provenienza firmati secondo lo standard aperto C2PA. Vale su Claude, Claude Code, Claude Cowork e Claude Tag, e un verificatore gratuito, il Claude Content Checker, permette di controllare le credenziali di un file.
Gli usi ad alto rischio: permessi, ma con due obblighi
Esiste una fascia intermedia che è la più fraintesa. Alcuni domini non sono vietati, ma quando l’uso riguarda direttamente singole persone o consumatori la policy impone due condizioni.
La prima è l’human-in-the-loop: quando si forniscono consigli, raccomandazioni o decisioni soggettive che toccano direttamente le persone, un professionista qualificato in quel campo deve rivedere il contenuto o la decisione prima che venga diffuso. La seconda è la disclosure: se gli output vengono presentati direttamente alle persone, bisogna dichiarare che si sta usando l’AI per produrre quei consigli, quelle decisioni o quelle raccomandazioni.
I domini indicati come ad alto rischio sono l’interpretazione giuridica, le decisioni sanitarie, l’assunzione di rischi assicurativi, le decisioni finanziarie, quelle su lavoro e alloggio, i test e le ammissioni in ambito accademico, e la produzione di contenuti giornalistici e mediatici. È la parte della policy che riguarda più direttamente le funzioni aziendali: chi lavora in HR, nel credito o nella comunicazione ci finisce dentro senza accorgersene.
Agenti, responsabilità e conseguenze
Quando Claude non risponde soltanto ma agisce, la policy non cambia: continua a valere tutta. Sono esplicitamente proibiti gli agenti che monitorano attività o spostamenti di persone senza notifica né consenso, che fanno riconoscimento facciale non autorizzato, che inviano phishing o si spacciano per qualcun altro, che sommergono servizi pubblici, sistemi di emergenza o linee di aiuto in crisi, o che accedono ad account con credenziali salvate senza permesso.
E la responsabilità resta di chi lo usa. La documentazione di Claude Cowork lo dice senza attenuazioni: si resta responsabili di tutte le azioni che Claude compie per proprio conto, inclusi i contenuti pubblicati, i messaggi inviati, gli acquisti o le transazioni e i dati consultati o modificati.
Sul versante Anthropic operano modelli di rilevazione e filtri di sicurezza; per chi ripete violazioni scattano filtri più sensibili, rimovibili dopo un periodo senza problemi. Violazioni ripetute portano al blocco dell’account. Chi viene bloccato può comunque accedere per esportare i propri dati, entro i limiti previsti dal tipo di violazione, e presentare ricorso dalla pagina dell’account limitato.