Due modelli di magazzino che non si mescolano
Supply Chain Management offre due gestioni di magazzino alternative. La gestione base delle giacenze ragiona per sito e warehouse, movimenta con picking list e inventory journal e non genera mai un record di work. Il WMS avanzato introduce invece il work come unità di lavoro (coppie di righe pick/put), eseguito dagli operatori tramite la Warehouse Management mobile app con i mobile device menu item.
L’attivazione non è un singolo interruttore. Serve il flag “Use warehouse management processes” sul warehouse, uno storage dimension group con lo stesso flag sul released product (perché la location diventi una dimensione attiva e gestibile), un tracking dimension group coerente se servono lotto o numero di serie, una reservation hierarchy e uno unit sequence group. Un prodotto privo di questa configurazione semplicemente non può risiedere in un warehouse avanzato, e il flag sul warehouse non è modificabile una volta che esistono transazioni. Per l’esame la conclusione è netta: il modello si sceglie per warehouse, non si applica a metà, e il passaggio da base ad avanzato su un magazzino già operativo si affronta con un magazzino nuovo e un trasferimento, non con una spunta.
Location profile, tipi di ubicazione, license plate
Ogni location appartiene a un location profile, che è il vero contenitore delle regole comportamentali: se l’ubicazione è tracciata a license plate, se ammette item misti, se ammette inventory status misti, se è soggetta a cycle counting, il formato del codice, la tolleranza al negativo. Il location type è invece una classificazione (bulk, staging, baydoor, final shipping) che i processi e le query outbound usano per distinguere le aree.
La license plate identifica il contenitore fisico (tipicamente un pallet): consente di movimentare tutto il contenuto con una singola scansione ed è il livello più fine della reservation hierarchy. Le unità di misura di stoccaggio contano perché le conversioni definite nello unit sequence group determinano se il sistema può prelevare un pallet intero, aprire una scatola o scendere al pezzo.
Work template decide cosa, location directive decide dove
Il work template è configurato per work order type (sales orders, purchase orders, transfer issue, replenishment, produzione…), valutato per sequenza e filtrabile con una query. Le sue righe definiscono la sequenza di work type — tipicamente coppie pick/put, eventualmente con step aggiuntivi — cioè che cosa l’operatore dovrà fare. Ogni riga può portare un directive code.
La location directive, anch’essa per work order type e distinta per work type (pick o put), risponde all’altra domanda: da dove prelevare e dove depositare. Le sue righe delimitano intervalli di quantità e unità; le location directive action contengono la query di selezione delle ubicazioni e la strategia applicata (per esempio consolidamento, ubicazione vuota, criteri su batch). Il collegamento fra i due oggetti passa dal directive code: una riga di work template con directive code viene servita solo dalla location directive che espone lo stesso codice. Se nessuna directive restituisce un’ubicazione valida, il work non nasce e il rilascio fallisce.
Wave, load e shipment nella catena in uscita
A monte del work sta la wave: raggruppa la domanda, alloca e crea il lavoro. Il wave template è definito per tipo (shipping, produzione, kanban) e ospita i wave method — allocazione, creazione work, rilascio, containerization, replenishment — nell’ordine in cui vengono eseguiti; l’elaborazione può essere automatica al release to warehouse o manuale.
Il load è la prospettiva del trasporto: raccoglie ciò che viaggia insieme, costruito da load template e dal load planning workbench. Lo shipment è la prospettiva della consegna: righe destinate a un indirizzo. Un load può contenere più shipment, e il release to warehouse è il momento in cui shipment e wave prendono vita. Il cycle counting, infine, produce work di conteggio da piani ciclici, da soglie o come spot count, senza fermare le altre attività.
Trappole tipiche d’esame
- Prelevare sempre dal lotto con scadenza più vicina → location directive: la selezione della merce è una scelta di ubicazione e di strategia, non di sequenza operativa. Il work template non conosce i lotti.
- Aggiungere uno step di controllo o un deposito intermedio → work template: ogni passaggio in più è una riga di work template (con il proprio directive code), non una nuova location directive.
- Il work non viene creato al rilascio → directive code disallineato: prima di sospettare la wave, verifica che work order type, work type e directive code combacino e che la query della directive restituisca ubicazioni.
- Consegnare più ordini dello stesso cliente sullo stesso mezzo → un load con più shipment: lo shipment non è il camion; è il raggruppamento verso una destinazione.
- Rilasciare il lavoro a orari prestabiliti o in blocco → wave template: la pianificazione del rilascio e dell’allocazione vive nei wave method, non nei template di work.
- Attivare il WMS avanzato su un magazzino esistente → non si mescola: senza storage dimension group abilitato, reservation hierarchy e unit sequence group l’item resta fuori, e i due modelli non convivono sullo stesso warehouse.